ALVI TRAIL LIGURIA ripercorre l'Alta Via dei Monti Liguri

    ALVI TRAIL LIGURIA ripercorre l'Alta Via dei Monti Liguri

    Report di Stefano Camarda
     

    ALVI TRAIL LIGURIA 3a Edizione è un meraviglioso viaggio lungo i sentieri dell’Alta Via dei Monti Liguri: una corsa in montagna di 8 tappe con partenza da Dolceacqua (IM) ed arrivo a Portovenere (SP) che si è svolta dal 15 al 22 Giugno 2019.

    Nell’arco di 8 giorni, è stata coperta una distanza di 400 km (ULTRA) o 200km (ADVENTURE) attraverso ben 7 parchi regionali, 90 comuni, e con ambienti e paesaggi sempre differenti ed affascinanti.

    La gara alla quale ho partecipato è quella da 400 km dislivello positivo: 17.000mt D+

    L’idea di fare questo viaggio iniziata come uno scherzo tra me Charlie compagno di innurevoli avventure, purtroppo non ci ha permesso di farlo tutto insieme. Charlie alla seconda tappa ha avuto un problema muscolare che non gli ha permesso di correre tutte le tappe, ma solo alcune. Sempre presente ad intrattenere e con la voglia di fare gruppo.

    Le tappe sono state:

    Tappa 1 - 15 giugno - Dolceacqua - Mendatica 60,43 km 3.400 m D+ 2.600 m D-

    Dolceacqua, dove tutto è iniziato, splendido paese medioevale alle spalle di Vallecrosia, la partenza subito in salita ci porta sul monte Saccarello (2200 mt. Slm) vetta alpina più alta della Liguria. L’arrivo è a Mendatica, paesino montano sulle Alpi Liguri. Ottima l’accoglienza da parte degli abitanti che ci coccolano nell’edificio che il comune ci mette a disposizione. Questa è una delle tappe più dure di tutto il percorso anche se carico di entusiasmo e riposato, non mi ha dato particolari difficoltà. All’interno dell’edificio messo a disposizione per dormire, riusciamo a trovare (a seguito di una dritta dataci da un amico) la sistemazione in un appartamentino con bagno privato, dove alla fine dormiamo in 7 su comodi letti. Già da questa tappa ho cominciato a correre con Paolo e Anna, subito ci siamo trovati a parlare come se ci conoscessimo da sempre, complice un passo di “gara” simile, abbiamo percorso tutte le tappe insieme. Anna (Madamin Garmin) sempre con il Garmin al polso non ha sbagliato un bivio e ci ha guidati passo passo.

    Tappa 2 - 16 giugno - Mendatica - Calizzano 52,33 km 2.500 m D+ 2.600 m D-

    Partenza da Mendatica, con il miraggio del monte Galero, che ci viene descritto da alcuni atleti che hanno partecipato all’edizione precedente come un vetta molto ripida e difficile. Complice la nebbia che ci accompagna per buona parte della “scalata” e i “discursi” ci troviamo sulla vetta senza grandi difficoltà. Da qui il percorso è tutto in discesa fino a Calizzano. A Calizzano, dove veniamo accolti nel palazzetto dello sport, che si trova in prossimità dell’arrivo davanti al Hotel Miramonti, dove ceneremo.

    Tappa 3 – 17 giugno - Calizzano - Altare 36 km 1.235 m D+ 1.470 m D-

    Partenza da Calizzano, per fare un tappa “corta” la partenza presenta subito una bella salita che ci porta fino al Colle del Melogno, passando all’interno della foresta Barbottina, splendida foresta di faggi, da qui si prosegue, su un percorso saliscendi nei boschi, fino a raggiungere il borgo di Altare. Ci sistemiamo nel palazzetto dello sport e ceniamo all’interno dell’Ex teatro. Ottima l’accoglienza da parte di tutti. Ci troviamo nella “bottega” di una scultrice a fare piccole e semplici opere in argilla, a visitare le vecchie vetrerie. Una signora mai vista e conosciuta, che mi sente chiedere una conca per fare il bucato, si offre di farlo lei e di restituircelo a cena lavato e asciutto.

    Tappa 4 – 18 giugno - Altare - Sassello 41,9 km 1.300 m D+ 1.325 m D-

    Partenza da Altare, per fare una tappa relativamente facile. Percorso bello ma non emozionante. Siamo ospitati nell’edificio in prossimità del paese. La cena ci viene servita sulla piazza di Sassello, dove per l’occasione è stato allestito un tavolo gigante solo per noi. Prima di cena ci viene offerto un ricco aperitivo dal Mulino di Sassello 1830, dove i proprietari ci fanno vedere tutta la struttura e i loro prodotti.

    Tappa 5 – 19 giugno - Sassello - Savignone 69 km 2.640 m D+ 2.600 m D-

    Tappa molto lunga e faticosa, la fatica viene però ripagata dai paesaggi che ci accompagnano per tutto il viaggio. La prima parte ci porta a salire al monte Beigua, e da qui nello splendido scenario del parco del Beigua (patrimonio UNESCO) arriviamo al passo del Faiallo, siamo ormai nella provincia di Genova! E da qui fino al passo del Turchino, da dove poi saliamo nella zona dei Piani di Praglia. Il paesaggio è quello dell’alta montagna, con i laghi del Gorzente a fare di sfondo. Dopo aver raggiunto il passo della Bocchetta si arriva al passo dei Giovi e dopo un ripida salita e conseguente discesa arriviamo, finalmente, a Savignone. All’arrivo ci viene riservato un trattamento di favore, bagno nelle fontana comunale con birra gelata da bere all’interno della fontana. Siamo ospitati nel palazzetto dello sport e ceniamo nella piazza del paese.

    Tappa 6 – 20 giugno - Passo della Scoffera – Rezzoaglio 35 km 1.430 m D+ 1.410 m D-

    La tappa, sulla carta, dovrebbe essere la più facile mentre per me è stata la più dura e faticosa. L’organizzazione ci porta con un pullman al passo della Scoffera, dove partiamo in salita verso Barbagelata, dopo la prima salita il percorso si trova sul crinale e non presenta particolari criticità. Arrivati a Barbagelata, subito dopo il ristoro, sbagliamo il percorso e ci troviamo a dover tornare sui nostri passi per 1 chilometro, per riprendere il percorso corretto. A circa 5 km dall’arrivo, ci perdiamo nuovamente e andiamo considerevolmente fuori via. Con l’aiuto del Garmin e del senso dell’orientamento alla fine troviamo un sentiero che ci riporta sul “retta via”. All’arrivo ci rendiamo conto di aver percorso i km corretti (le seconda volta abbiamo accorciato di 2 km), ma ci abbiamo impiegato circa 1 ora in più di quello che avremmo dovuto. Come si può capire in questa tappa io e Paolo abbiamo fatto l’errore di lasciare indietro Anna. All’arrivo ci viene offerto dai commercianti della zona dell’ottimo formaggio, ottenuto dal latte di mucca “Cabannina”, con miele e marmellata che ci ripaga in parte delle fatiche fatte. Siamo stati ospitati all’interno del palazzetto dello sport in prossimità della piscina comunale, dove in una tensostruttura abbiamo anche cenato.

    Tappa 7 – 21 giugno - Rezzoaglio – Castiglione Chiavarese 55 km 1.900 m D+ 2.350 m D-

    Partenza da Rezzoaglio verso Castiglione, queste ultime tappe mi vedevano “giocare in casa” sono state quindi, per me, più facili. Il passaggio al lago delle Lame e nella foreste del parco dell’Aveto fino al rifugio di Prato Mollo e da qui, passo del Ghiffi, passo del Bocco fino a salire alla Cappelletta dello Zatta. Dopo siamo scesi al passo della Biscia, passando sulla vetta del monte Chiappozzo. Quando poco prima del passo mi sento chiamare per nome e vedo Luigi che mi saluta e mi accompagna fino al ristoro mi sento a casa. Si prosegue fino al Bocco di Bargone e da qui lungo un sentiero principalmente all’ombra si arriva a Castiglione. L’accoglienza a Castiglione è grandiosa, troviamo il Sindaco, con tanto di fascia che dopo le foto di rito fa suonare l’inno Nazionale. Ospitati nella palestra e cena nella tensostruttura della proloco. Serata molto bella con musica e inni di tutte le nazioni presenti.

    Tappa 8 – 22 giugno - Castiglione Chiavarese – Porto Venere 51 km 1.800 m D+ 2.000 m D-

    Partenza in salita, circa 800 mt. fino al monte San Nicolao, e da qui con un percorso con molto asfalto ci si trova a correre sul crinale che sovrasta prima Levanto e poi tutte le Cinque Terre, fino ad arrivare a Telegrafo, conosciuto per essere il punto dell’inizio della parte più dura dello Sciacche Trail, per fortuna noi andiamo in altra direzione. Da qui si prosegue verso il borgo di Campiglia e da qui fino Portovenere con la scalinata finale che sembra infinita! All’arrivo quando trovi i tuo familiari ad aspettarti, che non vedi da 8 giorni, le lacrime sono la normalità. In questa ultima tappa sono partito insieme ad atleti dell’Atletica Levante: Diego Garibaldi, Giancarlo Leverone, Raffaele Poto, Alessandra Sciacca, Flavio Zappettini, che hanno ottenuto ottimi risultati nella classifica della singola tappa.

    Sono stati 8 giorni molto impegnativi dal punto di vista fisico per la lunghezza e il dislivello delle tappe, la difficoltà a recuperare, lo scarso dormire, la mancanza della famiglia. L’Alvi Trail non è una gara ma un’esperienza di vita. Ti trovi a condividere spazi ed esperienze con persone, che passano da essere perfetti sconosciuti ad intimi amici nel giro di poche ore.

    Le serate passate tutti insieme, perché all’Alvi non ci sono i primi che se la “tirano”, a mangiare e bere birre parlando della tappa e non solo sono il vero spirito trail che mi piacerebbe vedere in tutte le gare.

    Le notti passate a capire chi è che russa così forte, o che mette la sveglia troppo presto, però poi alla fine si riesce a convivere anche con questo.

    Una enorme grazie va a chi è riuscito a creare questa esperienza unica, Luciano Bongiovanni, che è sempre presente e disponibile, nonostante le richieste a volte eccentriche che gli vengono fatte.

    Un grazie anche a tutto lo staff che te lo ritrovi ai ristori che ti incoraggia, ti nutre e ti disseta sempre con il sorriso!

    Vorrei chiudere con una frase che mi sembra sia il riassunto di questa esperienza:

    “Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone” (John Steinbeck)

     

     

     

     

    Base Nato Colle del Melogno

     

     

    Ristoro Passo della Biscia

     

     

    Partenza da Castiglione Chiavarese

     

     

    Arrivo a Portovenere insieme ai miei compagni di viaggio: Anna Ricca, Paolo Balestrazzi, Laura Scardigli e Ferruccio Bianco

     

     

    La carica dei nostri fedeli aiutanti

     

     

    Momento di ”creatività”

     

     

     

    Aperitivo a Carcare

     

     

    Cena in piazza a Sassello

    Un atleta che riposa

    Campo “profughi” a Calizzano

     

     

    Parco del Beigua

     

     

     

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