• Berlin Marathon 2026

      Report Orlando Lombardo

      Sua maestà la maratona. Per di più Major. Sarebbe riduttivo descrivere questa giornata raccontando le emozioni che i 42 km mi hanno regalato. Perché come molti sanno la maratona è il prima (tanto prima), il durante (qualche ora) e secondo me anche il dopo. Il prima è fatto di allenamenti, di perseveranza e di pazzia secondo me..tanti lunghi d'estate, da solo, si un circuito di allenamento sempre uguale mettendo alla prova fisico e mente. Il durante è stato un viaggio stupendo, unico e carico di un emozione indescrivibile.Durante quel viaggio ho pensato al prima, alla fatica fatta per arrivare fin lì e per tentare di stare sub 3:30. Purtroppo dopo 36 km di perfezione tedesca al 37 l'orso berlinese ha deciso di chiedermi il conto. Crampo, quadricipite femorale gamba sx; il quel momento oltre ad aver scomodato un po' di divinità sono andato in panico ma dopo aver svaligiato un ristoro e riacquisto fiducia nelle divinità mi sono detto: OK gara terminata, portiamola a termine and fuc* the bear; quindi ho dovuto cambiare strategia e senza rimpianto mi sono fatto 5 km di maratona quella vera, quella con sguardo alto, quella che di vede sui tik tok, quella fatta di incitamento, di "tap here for power", di saluti, di gioia; si di gioia malgrado l'orologio segnasse un pessimo 6:30 al km; di emozione passando sotto la porta di Brandeburgo felice come un bambino malgrado il passo da jogger e non da runner. Alla fine caro mio orso del caxxo mi hai fregato sul tempo ma non mi hai tolto la felicità di fare un impresa grande; grande come la medaglia che portò al collo. Grande come solo la corsa e lo sport in generale può regalare. Mi rifarò alla prossima, ne sono sicuro; nel frattempo mi godo il sacrificio e mi dedico al dopo... a quello che verrà ed ad altre emozioni (sudate) che affronterò.

      Amicizia, cuore e gambe.

       
    • Adamello Half Trail 60K

      Report di Devis Cesetti

      Gara a cui mi ero iscritto l’anno scorso ma per via di un problema alla retina, per fortuna, sono riuscito a farmi freezzare il pettorale e rimandare la gara a quest’anno.
      Ovviamente per non farsi mancare niente a maggio mi rompo il crociato anteriore sinistro e ancora stop alla corsa. Dopo il DNF alla Walserwaeg non ero più sicuro di poter finire una corsa lunga, ogni passo con il piede sinistro va pensato e pesato, il dolore se ruoti un po’ il ginocchio è dietro l’angolo, le discese veloci sul terreno tecnico diventano impossibili ma, visto che avevo già pagato, perché no, proviamo….
      Che dire, il meteo è stato dalla mia parte (l’anno scorso nevicava 😅), posti bellissimi, pacco gara importante, accoglienza da 10 e lode, il tifo dei bambini anche di notte e poi ci sono loro, le trincee della I guerra mondiale, dove ti senti piccolo piccolo mentre ci passi dentro…e allora dai, c’erano loro a dare la vita e tu ci sei a correre, concentrati sulle salite e arriva al cancello orario in tempo!
      Così è stato, in discesa perdevo tante posizioni che poi recuperavo in salita, abbiamo fatto gruppo con tanti altri runners di ogni parte d’Italia, fino alla fine, specialmente negli ultimi 10km di notte.
      Sfortunatamente il cancello è stato letale per almeno un centinaio di persone con qualche polemica al seguito per via dell’orario di partenza alle 10 di mattina.
      Consiglio questa gara a tutti, si respira ancora un’aria di puro divertimento, fatica e rispetto per il territorio che non è facile trovare da altre parti.
      E la paura mi è un po’ passata 😉…
      Alè alè Atletica Levante ❤️

       
    • Il mio "piccolo Tor30"

      Report di Ilaria Pichetto

      Anch' io vi racconto il mio "piccolo Tor30".
      Tutto è iniziato con la voglia di cambiare (letteralmente!) strada e mettere alla prova i miei limiti!
      Allora quel giorno di marzo l'ho fatto: mi sono iscritta! È iniziato un viaggio, un'avventura fatta di esperimenti, consigli preziosi di amici più esperti,ore di allenamenti sui monti alla scoperta di un mondo così diverso dalla corsa sull'asfalto!
      Così, a piccoli passi, sono arrivata a S.Rhemy , sotto l'arco della partenza a vivere quella magia che fa sparire la paura e ti fa solo salire la voglia di partire per questo viaggio!
      Tre, due , uno, via, si parte ! Da subito il paesaggio, ma naturalmente anche la salita e l'altitudine mi tolgono il fiato, ma ormai mi conosco e doso bene le mie energie, finchè dietro ad una curva eccolo: il possente Malatrà... con i miei compagni di corsa arrivo fino a quel piccolo passaggio e poi wow una splendida valle sotto il Monte Bianco che ci accompagnerà fino a Courmayeur passando per il Rifugio Bonatti e Il Bertone con la sua malefica (almeno per me) discesa!!!!
      Poi c'è la gara fuori dal sentiero quella dei Volontor che dopo giorni sui monti mi chiamano per nome, quelli senza i quali non vivremmo questa bellissima esperienza, c'è il Tor delle persone che mi incintavano e mi applaudivano mentre correvo nel centro di Courmayeur e quello delle mie bimbe che hanno corso con me gli ultimi metri su quel tappeto azzurro...e lì ho pensato che forse un po' "gigante" lo sono anche io!!!

       
    • TOR 100

      Report di Luca Bacigalupo


      CERTI GIORNI.

      Ci sono giorni che, nonostante tutto, sembrano essere già scritti.

      Giorni che arrivano dopo la febbre prima della partenza, dopo le storte prese nelle settimane di avvicinamento, dopo allenamenti saltati e mille pensieri.

      Eppure tu avevi deciso: il TOR 100 sarebbe stata la gara obiettivo del 2026.

      Anche perché sarebbe stata la mia prima gara da V3, categoria 60-69 anni.

      E allora si parte.

      Cervinia, 500 persone, una leggera pioggerellina e quell'atmosfera che solo una gara di trail sa regalare.

      500 persone pronte a soffrire.

      Sì, perché il trail a volte sa essere davvero crudele.

      VIA!

      Si parte correndo lungo la via principale di Cervinia e dopo circa 4 km ci si butta sui sentieri.

      E lì sento subito che qualcosa non va.

      Una fitta al ginocchio destro.

      “Vabbè, passerà…”

      Non passa.

      Anzi, aumenta sempre di più, fino a non permettermi praticamente più di correre.

      Arrivo al Magia e, per fortuna, trovo il mio team di assistenza.

      Scarpe più stabili, ginocchiera, antidolorifico.

      E si riparte.

      Il dolore ci mette quasi 10 ore a sparire.

      Poi, finalmente, comincio a divertirmi.

      Per più di 50 km mi ritrovo a sfidarmi con gli altri V3: terzo, poi quinto, qualche volta secondo.

      Il primo?

      Un alieno. 😂

      Alla fine taglio il traguardo al quarto posto di categoria, su 37 partenti.

      E sono contento.

      Non solo per il risultato.

      Sono contento perché, nonostante tutto quello che è successo prima e durante la gara, non ho mollato.

      Perché ci sono gare che si corrono con le gambe.

      E ce ne sono altre che si finiscono soprattutto con la testa.

      Questa è stata una di quelle.

      Grazie alla mia family, che ancora una volta è stata fondamentale con una super assistenza. ❤️

      E grazie a tutti gli amici che hanno condiviso con me questa incredibile avventura.

      Certi giorni non vanno spiegati.
      Vanno semplicemente vissuti. 🏔️

       
    • TOR30 Passage au Malatra

      Report di Linda Bandini

      E’ difficile esprimere in parole le emozioni che ci ha regalato questa gara iconica, condivisa con mio papà Sandro Bandini.
      Chiusa per me in 5:11:49, ventesima posizione di categoria su 70, 175^ assoluta. Per papà in 5:43:00 chiudendo in quinta posizione su 17 di categoria e 258^ assoluta su oltre 460 partenti.
      Contentissimi entrambi del tempo e della gestione della gara, incredibile l’emozione che si prova nel vedere l’immensità del massiccio del Monte Bianco, appena scavallato il Colle, e all’arrivo, dove ci si commuove percependo il calore del pubblico di Courmayeur.
      Esperienza che consiglio a tutti gli amanti del Trail!

       
    • Il mio primo TOR

      Report di Riccardo De Pasquale

      Scrivo questo breve report tornando dalla mia prima esperienza al TOR. Naturalmente incredibile. Appena arrivati mercoledì sera a Courmayeur abbiamo visto arrivare il vincitore del 450 con uno spettacolo di pubblico ed entusiasmo. Giovedì giornata di grandi emozioni nel seguire gli ultimi kilometri dei nostri amici sul 130: l’ansia di vederli sbucare dall’angolo del carruggio, insieme ai loro “assistenti”, sì è subito trasformata in grande gioia appena sono comparsi tutti insieme: immagine perfetta di cuore, gambe ed amicizia!!. E poi arrivata il mio TOR30: dalla sveglia all’arrivo sulla linea di partenza nella testa sono passati mille pensieri e calcoli su cosa fare in quella parte di tracciato o in quell’altra. Poi è arrivato lo start ed è partito un viaggio che ha superato 1000 volte ogni aspettativa. Le emozioni provate le tengo privatamente nel mio cuore ma un pensiero lo voglio condividere: la percezione del sostegno da remoto dei compagni di allenamento da casa, l’idea che al traguardo ci sarebbe stata la mia famiglia ad accogliermi e che stavo passando sopra le orme dei miei compagni di squadra passati poche ore prima mi hanno aiutato a superare fatica e dubbi!!!!
      Non so se la vita mi permetterà di affrontare una distanza più lunga del tor ma sinceramente una volta che lo provi non puoi più farne a meno!!! Ale atletica levante.

       

       

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