La 177K – Carnica Ultra Trail

    La 177K – Carnica Ultra Trail

    Report di  Valentina Pippo

     

    Ho detto a Stefano che non sarei riuscita a trovare il tempo tra una traversata e l’altra di scrivere.

    E invece eccomi qui, per me non è facile raccontarmi e raccontare, non sono una che ami esprimere le emozioni, non amo i social, ma amo pubblicare foto e cercare di esprimere con loro ciò che non credo nessuna parola potrebbe mai adattarsi a cotanto incanto. Le emozioni che vivo riescono probabilmente ad uscirmi con uno sguardo emozionato, con un silenzio, con un sorriso, mentre le sto vivendo. Per questo mi vedete ridere tanto, la vita mi meraviglia, la natura mi incanta, le persone che rimangono infantili e sanno di essere fortunate come me mi fanno tornare in pace con gli esseri umani. Dopo questa premessa potrei chiosare con le infinite foto che ho fatto, ma proverò a dirvi con parole l’indicibile, proverò a trasmettere almeno in parte quello che sono stati questi giorni e quello che è per me ogni viaggio, ogni gara, ogni contatto con la natura e la sua incommensurabile bellezza.

    La 177K Carnica Ultra Trail non è una gara, è una traversata di 4 tappe in 4 giorni organizzata all’interno del progetto “Idee di Corsa”, quanto raccolto viene interamente speso (ovviamente escluse le spese) per  questa “idea” di Marcello Bortolotti. Il progetto nasce con l’idea di condivisione della passione sia della corsa che della montagna, ma in generale dello sport la buona alimentazione (e le birre ne fanno parte è stato evidente :D ), con ragazzi con disabilità fisica e/o cognitiva ma anche con chi vive situazioni di disagio economico.

    Pronti??? Via. Giovedì mattina alle 6 da San Candido partiva questa meravigliosa avventura. Io la mia socia e il gruppo meraviglioso con cui siamo arrivate ci facciamo cazziare subito perché arriviamo in ritardo, chi mi conosce lo sa… era ovvio 😉 Entriamo subito in clima ci ricordano alla Hartman il GPS e io vorrei che Marcello mi registrasse un vocale urlando GPS!!! Ma anche, 20 minuti alla partenza!!! Perché garantisco, stamattina ero troppo triste nel non sentire che una nuova giornata di emozioni si sarebbe aperta ai miei occhi.

    Partiamo e iniziamo ad addentrarci subito in mezzo alla nebbia, io come sempre da brava ignorantona ho voglia di correre. Stefano e Giulio, che avevano già conosciuto la mia compare di brigata Monica mi avvertono che dovremmo prendercela un po' più calmina, che 4 giorni con tutto quel dislivello e quei km sono da non prendere sotto gamba, che il quarto giorno è bello riuscire a partire…. Ma quando sei un bambino nell’animo è dura trattenersi, è difficile non andare avanti a vedere che succede dopo, fermarsi immortalare l’istante e poi  ripartire curioso come una scimmia di quello che ti aspetta nei prossimi km… Non ti importa di nulla, solo vuoi vedere sentire gustare ogni rumore colore odore che la natura ti regala. So anche che normalmente quando c’è da prendere un bivio ho il 100% di successo nell’errore, mi distraggo… diciamo che l’orologio non lo guardo per ore… infatti dopo dieci minuti conosco Paolo Pischiuta perché abbiamo già preso la tangente…

    Gli altri ragazzi ci rimettono in carreggiata e si prosegue, ancora un attimo di salita e dalla piena nebbia si apre il paradiso.  Abbiamo superato da poco la Baita dei Cacciatori e siamo appena al nono km. Non vi racconterò proprio ogni km perché uno non sono mai stata troppo prolissa, però vorrei trasmettervi un po' di tutta la mia emozione. Al 10 km mi sentivo già in paradiso, già avevo scattato almeno 20 foto, fatto 3 o 4 video e iniziato a pensare che avrei intasato la memoria del telefono.

    Ogni 3 per 2 devi fermarti per ammirare, o un miracolo per la vista o qualche animale inatteso …

    Nel frattempo hai già conosciuto praticamente tutti, perché questa è un’esperienza di condivisione, è condivisione di una passione che ci accomuna, di qualcosa che ci lega tutti, che durante le gare con classifica non si evidenzia, perché non ti fermi ai punti ristoro un’ora a chiacchierare, magari cercando di scoprire il piatto tipico.

    Perché noi che normalmente veniamo definiti pazzi quando siamo in questi posti ci sentiamo completi, penso proprio di poterlo dire per tutti noi che eravamo lì, per tutti quelli che affrontano un Tor, una Swiss Peak o una qualunque altra avventura “Ultra”, penso di poterlo dire per tutti perché si vede dagli sguardi, penso che tutti quelli che ci definiscono pazzi, se venissero con noi non riuscirebbero più a farne a meno esattamente come noi, perché quando respiri la montagna non riesci più a staccarne gli occhi, quando sei in totale armonia con lei non vuoi più fare altro, non pensi ad altro che a quando tornerai…

    Questo vale per me non so se vale per gli altri, ma per me condividere senza la pressione di una gara questa passione, mi fa sentire capita, mi fa sentire emozionata, perché al mondo non c’è solo consumismo e voglia di sfruttare la natura, perché ci sono tanti che si impegnano per fare gesti che forse i più giudicano inutili, ma io credo che se tutti noi inutili ci uniamo diventiamo utili…

    Quando sei in unione con la natura la rispetti e la temi, siamo passati in mezzo a zone che erano state devastate dalla tempesta vaio nel 2018, io sento il cuore lacerarsi nel vedere tutti quegli alberi abbattuti, a pensare al disastro che può fare la potenza del vento della pioggia dei fulmini e dell’acqua, penso agli animali, agli esseri umani e a tutto ciò che può accadere. Mentre corri in mezzo al paradiso non pensi a nulla e forse pensi a tutto. Una tipica domanda è ma a cosa pensi per 15 ore 24 o più? Potrei rispondere cose filosofiche, ma la verità è che quando sono un tutt’uno ho il cervello completamente staccato, non sento nulla se non una sottile emozione, quella che spero riescano a provare tutti almeno una volta nella vita, quella che mi faceva piangere felice mentre vedevo un’alba o un tramonto o una notte stellata…

    Non posso che pensare a quanto sono grata a tutti i volontari che ci hanno permesso di fare questa esperienza, di conoscerci di condividere questa bellezza e che grazie a questo permetteranno anche ad altri di fare sport e di poter godere delle fortune che io e tutti noi che possiamo muoverci parlare udire e vedere in libertà abbiamo


    Alé Alé Atletica Levante

     

     

     

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