Report di Giacomo Podestà
Santa Margherita Ligure, 27 marzo 2022
Questa è la mia prima gara di trail "lunga", visto che ad oggi avevo fatto soltanto l'Andersen 7miglia, la 5km a Spezia e l'Andersen trail 6.5km. Ero un po' indeciso se fare la 20km competitiva ma alla fine la scelta di fare la 12km ha pagato, visto che sono arrivato un po' "fuori forma".
Ho preferito comunque fare la 12 sperando che il livello, un po' più amatoriale, mi consentisse di non arrivare tra gli ultimi. Ho passato la settimana precedente a "prendermi" cura dei dettagli, alimentazione, sonno, un paio di giri dal fisio per eliminare alcuni acciacchi post Andersen, niente birra (mortacci....), una prova "generale" su distanza e dislivello analoghi, per avere un'idea dell'impegno. Poi sono caduto sulla cena del giorno prima, mangiando come un drago, e ho pagato con una notte insonne che ha parzialmente vanificato gli sforzi. Sono arrivato cotto e mi sono anche scaldato poco (mi avevano detto che saremmo partiti probabilmente 1 quarto d'ora dopo la 20K, invece alla fine siamo partiti tutti insieme). Poco male: mi sono intrufolato tra i primi, insieme agli altri compagni dell'Atletica Levante e sono partito ripetendomi, fino alla nausea: "vai piano". In realtà, i primi due km sono stati piuttosto semplici e non mi hanno dato problemi. Avendo optato per le Glycerin, al posto delle trail, mi sentivo leggero e salivo bene senza grossi sforzi. Tutte le volte che sentivo un minimo di fatica, rallentavo per non affaticarmi troppo (sapevo che 12km non sono 6 e che non potevo replicare la partenza "a bomba" - per i miei ritmi, ovviamente - che avevo fatto all'Andersen). La scelta delle scarpe ha sicuramente pagato per il 90% del tragitto, visto che mi sentivo un po' più leggero e piu' ammortizzato sulle stradine lastricate e sui brevi tratti in asfalto). Al bivio dove si separavano i percorsi, mi sono ritrovato improvvisamente solo e ho scoperto di essere secondo. Dietro di me un padre con il figlioletto di, penso, una dozzina di anni. Il bimbo andava come un treno, specie sulla discesa per Portofino e la cosa mi ha fatto salire lo spirito competitivo. Di solito, in discesa, soprattutto se tecnica, riesco a tenere ritmi alti (molto meglio della salita, dove i miei 83 kg non aiutano). Eppure il bimbo volava. Poco prima di Portofino mi ha superato e in Piazzetta mi ha passato anche il padre. Per un attimo li ho ripresi, ma solo perchè si è fermato ad allacciare le stringhe. Poi è cominciata la salita e....ciao... Nebbia totale. Improvvisamente è venuta fuori tutta la stanchezza della notte insonne, si è spento il cervello che ha switchato sulla modalità "comoda". Del resto, ero completamente solo. Nessuno davanti (i due ormai avevano perso distanza), nessuno dietro....All'inizio del tratto sterrato, ho avuto un inconveniente con un porter di muratori che intralciava la via. Impossibile passare. Il muratore mi ha detto di aspettare un paio di minuti. Ho aspettato un tempo che mi è sembrato infinito, poi mi è salito l'embolo e mi sono infilato tra muro e veicolo. Il tratto sterrato è stato piuttosto "duro", complici anche le scarpe non proprio adattissime. La benzina era ormai finita da tempo, visto che la salita verso Nozarego mi aveva completamente spaccato. Quando il Garmin ha segnato gli ultimi 3 chilometri, ero già in fase "calvario". Per fortuna è iniziata la discesa, terreno come dicevo a me abbastanza favorevole. Ho deciso di provare a far girare le gambe e sono venuto giù piuttosto forte (4.39). L'arrivo è stato in solitaria, mi sono anche permesso di fare gli ultimi metri camminando. Come dico sempre, le cose belle delle gare sono due: la partenza e l'arrivo :). Alla fine ho concluso con un dignitoso 1h20min circa (non credo abbiano pubblicato classifiche precise per la non competitiva), chiudendo al quarto posto. Il primo era irraggiungibile (ha chiuso in meno di 1h). Non so come siano arrivati il padre con il figlio, ma suppongo mi abbiano rifilato 5-10 minuti buoni vista la differenza di passo in salita. Il percorso era molto bello anche se, per la verità, me lo sono goduto poco e, comunque, secondo me di livello inferiore rispetto al percorso completo della 20km (anche solo per lo scorcio di San Fruttuoso che noi non abbiamo visto). Percorso abbastanza ben segnalato: un paio di punti forse migliorabili ma, nel complesso, nessun problema. La salita da Portofino verso Nozarego è stata più dura del previsto. Devo ammettere di averla sottovalutata (una volta fatta la discesa di Portofino, pensavo di aver completato "il grosso"). Alla fine è stata una bella giornata in compagnia di amici (che ho convinto a partecipare, nonostante non fosse una gara "semplice"). Peccato che la Iri abbia fatto la 20: mi sarebbe piaciuto confrontarmi con lei, ma mi avrebbe comunque rifilato un quarto d'ora buono. Tempo buono, forse un po' freddino (io funziono meglio quando il clima è simil-desertico :). Come sempre, mentre stai correndo stramaledici chi ti ci ha portato. Appena arrivato a casa, cominci a guardare il calendario per la prossima.
