Courmayeur, 30 luglio 2022
Report di Giancarlo Leverone
Era già qualche anno che avevo l’ambizione di correre il vk2 – Vertical trail di Courmayeur ma per un motivo sempre diverso (forse mancanza di convinzione e di volontà vera) non c’ero ancora riuscito.
Qualche settimana fa ho deciso che questa era l’edizione giusta ma fino all’ultimo il destino sembrava che si dovesse ancora rimandare… giovedì un dolore intenso al piede, venerdì la radiografia che dava speranze e poi via dopo il lavoro a Courmayeur. Peccato che le scarpe fossero rimaste a Chiavari ma l’amico Charlie, ha con sé 2 paia di Hoka taglia 46 e così nessuna scusa.. alle 8 si parte. La temperatura alla partenza risente delle piogge e nevicate in quota del giorno prima ma dopo pochi chilometri di asfalto il freddo è solo un ricordo e ci si inerpica al cospetto di punta Helbronner dapprima su una strada sterrata sempre più pendente e stretta e poi per il ripido sentiero che porta al Pavillon. Il tracciato sui ripidi pratoni non segue lo zig-zag degli escursionisti ma è un dritto taglio sulla retta della massima pendenza. Il silenzio della salita è interrotto da qualche urlo che avverte la minacciosa discesa di un sasso smosso. Arrivati al primo pilone della Sky-way dopo il Pavillon si lasciano le preziosissime racchette, si indossa il casco da arrampicata e il trail diventa un misto tra corsa in montagna e arrampicata. Corde e passaggi arditi in un contesto mozzafiato non fanno sentire la fatica e la quota. Avendo superato quota 3000 l’aria è più rarefatta e per noi che ne veniamo dalla costa anche questo rappresenta un problema non indifferente. Il rifugio Torino si avvicina e la gara sta per volgere al termine ma attraversato il rifugio c’è da fare ancora un po’ di rampe. Nonostante la stanchezza ci si dimentica di tutto , si sale la scala di ferro a pioli e si scavalca la ringhiera della stazione di arrivo della Sky –way con una agilità inaspettata. E anche questa è fatta!
Ottima prestazione di Saverio Petroni che nonostante sia un amante della pista e delle chiodate, anche lui al suo primo vertical ha dimostrato di avere grandi doti da arrampicatore. L’instancabile Charlie ha fatto del vertical l’”antipasto” del faticoso trail da 60 km del giorno successivo. Il triatleta Luca Toso, affezionato del percorso ha dovuto combattere con i crampi ma anche lui è riuscito a portare a termine la gara.
Alè Atletica Levante
