Trail Del Moscato – 11ª Edizione

    Trail Del Moscato – 11ª Edizione

    Report di Christian Briasco

    Santo Stefano Belbo (CN), 25 settembre 2022

     

    “L’ozio rende lente le ore e veloci gli anni. L’operosità rapide le ore e lenti gli anni”
    (C. Pavese)


    Parole sante, caro Cesare.

    E infatti, stamattina, ben prima che il gallo cantasse salutando l’alba di un nuovo giorno, sono ben 6 gli atleti dell’Atletica Levante pronti a saltar giù dal letto per venire ad onorare (anche) questa gara tra i vigneti della tua terra d’origine.

     

    Bacigalupo Alice accompagna Briasco Cecilia (o forse viceversa?) lungo la “Sali Scendi del Moscato” (10 km non competitiva), mentre Briasco Christian, Brugarino Virginia, Castelvecchio Davide e Sanguineti Charlie si cimentano con la “Paesi Tuoi” (21 km).

    A questi si aggiunge anche Castagnola Federico detto “piangin” dai suoi più stretti amici, un altro atleta che… l’ozio non sa nemmeno dove stia di casa. Fresco fresco della “breve passeggiata di salute” qual è stato il Tor de Geants, infatti, Fede decide in extremis di unirsi alla spedizione, tentato in verità più dalle ottime recensioni dell’agriturismo nel quale abbiamo prenotato il pranzo che non dalla gara in sé.

     

    Arriviamo con un’oretta di anticipo… giusto il tempo di sgranchire le gambe, ritirare pettorale e prendere un caffettino che agevoli il risveglio. Un po’ di riscaldamento per scrollarci di dosso l’umidità di questa grigia giornata autunnale e mandare in temperature le gambe e siamo pronti.

    Le inconfondibili note degli AC/DC ci avvisano che siamo ormai prossimi allo start ed ognuno si ritaglia un piccolo spazio “in solitaria” all’interno dello “stagello” di partenza per concentrarsi sulla gestione della propria gara: non è più tempo di ridere e scherzare. Ora si va “a bombazza”.

    Partiamo!

    La gara è veloce... belin se è veloce. 21 Km e un migliaio di metri D+, con solo due salite un po’ impegnative all’inizio e alla fine, che toccano le frazioni circostanti di Ca’ dei Monti e Moncucco prima di tornare a Santo Stefano Belbo. Il tracciato è per la maggior parte off-road, trasformato dalle piogge dei giorni precedenti nella “bratta” tanto adorata da noi cinghialoni trailisti, e si snoda attraverso filari di vigneti di uva moscato ormai (ahimè) scarni di grappoli... Fede, se ne lamenta!

     

    La prima salita fa già selezione: i top runner scappano via mentre i più conservatori dosano le energie gestendo l’andatura e facendo un po’ da tappo. Si forma così un lungo serpentone di atleti che, per chi è rimasto nelle retrovie e ne ha, è una bellezza da sopravanzare, via via che il percorso spiana.

    7° km… Discesone single track nel bosco, vado giù come un balin da sciöppu e mi ritrovo a grufolare nel fango come “Babe – Maialino coraggioso”. Poco male. Mi scrollo e riparto più pesante di un paio di chili.

    Raggiungo Federico, eroico, che zampetta nel bosco come Giucas Casella dopo la camminata sui carboni ardenti. Credo abbia i piedi ridotti peggio di una Carmelitana Scalza in un bosco di castagni (e siamo solo a metà gara) e infatti: ”Mi si è aperta una vescica!”… ecco di nuovo Fede che si lamenta!

    La gara prosegue. L’ultimo ristoro è presso la Cantina Valle Belbo. Da lontano si scorgono dei bicchieri con del liquido scuro e in tanti sogniamo un cicchetto di buon Barbera. Purtroppo è solo Coca Cola… peccato!

    Rimangono gli ultimi chilometri di discesa attraverso i campi poi l’entrata in paese e l’arrivo.

    Ad attenderci, una calorosa accoglienza da parte del pubblico e una bottiglia di Moscato al posto della convenzionale medaglia…grande idea!

     

    Rimane giusto il tempo per l’intervista ufficiale di Cecilia in SantoStefanoBelbovisione e per la smania di Virginia che pretende a tutti i costi un premio di categoria che non esiste.

    Fortunatamente si è fatta ora di pranzo e, prima che dia in escandescenze, riusciamo a sedarla facendole ingurgitare salumi, formaggi e battuta di fassona a nastro!

     

    Alè Atletica Levante. Amicizia, cuore, gambe e…. Fede che si lamenta.

                                                                                                 

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