Brunello Crossing - 6ª Edizione

    Brunello Crossing - 6ª Edizione

    Report di Christian Briasco

    Montalcino, 12 febbraio 2023

    Recita l’adagio:
    “Rosso di Montalcino,
    è sempre tempo per farsene un bicchierino!”



    Avevo puntato da tempo questa trasferta sportiva. Ispirato dalla suggestiva location che si erge imperiosa sulla Val d’Orcia, dall’indiscussa tradizione enogastronomica, dalla meravigliosa architettura che trasuda storicità da ogni singola pietra o mattone.
    Ah si… dimenticavo! Ispirato anche dalla gara!!

    Arriviamo a destinazione nella tarda mattinata di sabato e il nostro programma prevede subito una visita in cantina con annesso pranzo degustazione particolarmente ricco e gustoso… Un modo perfetto per entrare nel clima gara del giorno seguente!
    Ci ritroviamo al tavolo con altri corridori “low profile” come noi e, mentre il mâitre sommelier non lesina rabbocchi ai nostri calici, si instaura subito un clima di “amicizia, condivisione e strafalcioni lessicali” che solo una mezza piomba (di Brunello, in questo caso), può regalarti.
    Il giorno della gara arriva veloce.

    A tenere alti i colori della nostra società, Bacigalupo Alice sulla 14.5km ed io sulla 45, il main event di giornata, diciamo. Potrei consumare centinaia di caratteri per descrivere quanto Alice, per sua stessa ammissione, sia inadatta a gareggiare nei Trail. Io credo, tuttavia, che il mettersi comunque in gioco ogni volta, affrontare ogni sfida e la relativa (tanta) fatica con la massima passione sportiva e il massimo impegno a prescindere dal risultato, siano le fondamentali doti per essere un perfetto trailista quindi…. chapeau Alice. Continua così!

    Manca ancora un’ora allo start e la zona di partenza inizia via via a riempirsi di atleti desiderosi di darsi di battaglia. Come in ogni manifestazione, il livello di ciascun corridore lo si individua al primo sguardo nel pre-gara. Ci sono quelli “dritti alla meta”, con mono-espressione facciale:”Non mi toccate! Non mi parlate! Non mi guardate!”. Poi ci sono i “maledetto il giorno” cioè quelli che sembrano essere stati costretti lì per espiare peccati impronunziabili: ”Sperêmmû de ariá in fundû sênsa fa-ase má! Se nù dumân ü bacán u se incasse!”. E poi i “sempre goliardici”, quelli easy:”Io vedo un po’ come va. Alla peggio mi fermerò ad un ristoro e aspetterò che arrivino i gendarmi per portarmi via, come all’ all you can Eat!”
    Noto molti atleti fare capannello tra di loro. Ridono, scherzano, fanno foto e si scambiano opinioni e consigli. È un peccato non poter condividere queste emozioni e sensazioni con il mio squadrone di desgaibati ma questa “solitudine” mi dà ulteriore sprono a dare ancor di più il massimo per far figurare il nome ATLETICA LEVANTE il più in alto possibile.
    Partiamo puntualissimi e sfrecciamo fuori dal centro ad una velocità che nemmeno il Ragionier Fantozzi a fine giornata all’ufficio sinistri. Ma anêi cianin che a l’è lunga!!!
    La prima metà di gara è veloce e molto corribile, con un’alternarsi di strade bianche e transiti nei meravigliosi vigneti che ci conducono di volta in volta alle stupende case poderali baciate dal sole di questa giornata incredibile e a Castello Banfi… Che figata!
    Un’altra cosa fantastica dei Trail, per un corridore semplice come me, sta nel fatto di trovare sempre qualcuno di pari spirito e livello con cui fare tratti di gara condividendo panorami, pensieri e opinioni. C’è un ragazzo di Positano con cui arrivo al primo ristoro. Giuro! Per il primo chilometro, tra fiatone e accento Troisiano, non capisco un belino di quello che mi dice ma il suo impegno e la sua dedizione per fare una bella gara sono evidenti. C’è n’è un altro di Pesaro che è fuori come un terrazzo….”Diamo gaaaassss! Diamo gaaaasssss!” Continua a gridare nei tratti in piano per incitarci. Durante la gara farà almeno dieci telefonate ad un certo Giuliano solo per dirgli dopo pochi secondi:”Ti devo salutare che sono in salita!” Oppure “Ora c’è una discesa tecnica e devo concentrarmi!”. Belin come ciocca!
    Al secondo ristoro si inizia a ragionare: prosciutto toscano, salame, pecorino, crostini con olio e altro…. Uno dei responsabili ci dice scherzando:”I primi so’ ggiá belli he arrivati, sicché ‘e la si pó prendere con calma!”.
    Grazie per l’incoraggiamento… nel dubbio, mi prendo un altro panetto per il viaggio!
    Da lì in poi è una festa. Sebbene il percorso diventi più difficoltoso, con tre salite (di cui una lunga, il “Cocco”, particolarmente tosta) e altrettante discese (il “Patataio”, a discapito del nome, è un mezzo inferno), si viaggia trionfanti verso il traguardo attraversando altre vigne e borghi medioevali. Lungo il percorso superiamo molti corridori che sono sulle gare più corte. Ci fanno i complimenti per la prestazione, notando il nostro pettorale, e noi ricambiamo… perché qui, chiunque stia versando sudore e spendendo le proprie energie è un vincitore a prescindere.
    Ultimo ristoro, 40º chilometro. Nome azzeccatissimo: “Eroica”.
    Si, perché la vera impresa è ripartire dopo aver assaggiato la densissima zuppa di farro e le gustosissime salsicce alla brace. Mi raggiunge di nuovo un ragazzo di Lecco e ne approfittiamo per brindare alla gara con mezzo bicchiere di rosso. Arriva anche il pazzoide che continua indomito a telefonare al povero Giuliano… altro che Modalitá Aereo!
    Attraversiamo praticamente insieme Porta Cerbaia, uno dei suggestivi (e anche digestivi, dopo la salsiccia!!!) ingressi storici pedonali che ci riporta dentro a Montalcino e giungiamo al traguardo dopo poche altre centinaia di metri. Finita anche questa!!!
    Immancabile ultimo brindisi con la medaglia-calice e saluti finali.
    Gara meravigliosa che merita di essere “vissuta” ancor più che percorsa!

    Alè Atletica Levante
    Amicizia, cuore, gambe e…. Giulianooooooooo

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