Andersen Run   "non è un paese per vecchi"

    Andersen Run "non è un paese per vecchi"

    Il punto di vista di Giacomo Podestà

    Sestri Levante, 1 ottobre 2023


    Lascerò il resoconto della gara a chi ha avuto la fortuna di correrla in una giornata stupenda dalla temperatura quasi estiva. O a chi, banalmente, è riuscito a vederla, perché non era impegnato a litigare come il sottoscritto con gli automobilisti frustrati.


    Vi racconterò invece di una serie di casi umani che hanno alleato la mia mattinata, tutti accumunati da quel fortissimo, irrefrenabile, spasmodico desiderio di raggiungere la Caput Mundi: San Bartolomeo della Ginestra.
    Ricordo, per chi non lo sapesse, che siamo in Liguria e che il mugugno è più che una semplice lamentela. È un'arte. E viene utilizzato un po' in tutte le occasioni: è come quell'abito grigio che, alla fine, va bene per i matrimoni, per la laurea e magari anche per un'occasione di lavoro. E quale occasione migliore di una cittadina con qualche strada (parzialmente) bloccata per sfoderare una sequela di mugugni di livello quasi aulico?

    Vediamo una rapida carrellata. Metterò tra parentesi quello che frullava nel mio cervello e che non ho potuto (quasi mai) ribattere.

    Sul primo gradino del podio, con vittoria per distacco.

    Signora un po' "attempata", sui 130 kg, a piedi, con necessità impellente di attraversare la semi-carreggiata occupata dai corridori (tra l'altro i primi, quindi i più veloci...) impegnati nella gara. Senza che io le dicessi nulla, esordisce con: “io mi sono rotta i coglioni”.
    (“Sapessi io…”)
    Jack: “Signora mi scusi, c'è una gara in corso, se ha pazienza di aspettare un attimo la faccio attraversare”.
    Signora: “Non ci penso nemmeno, io vado quando cazzo pare a me” E si infila. Viene schivata dai runner perché, ovviamente, data la mole (oserei dire Antonelliana) il tempo di attraversamento è di qualche minuto. Qualcuno decide di saltarla per fare prima. Avevo già pronta una copia del CID, per un'eventuale constatazione amichevole.Mentre si allontana impreca, qualcosa di incomprensibile.

    Secondo gradino del podio.
    Signora un po' "attempata", sui 130 kg, a piedi. Vi garantisco che non era la stessa di prima. Attraversa la strada senza curarsi minimamente del fatto che stavano transitando dei runner.
    Signora: “a me camminare fa proprio schifo”.
    (“può sempre provare con il teletrasporto…”)
    Silenzio mio: non sono sicuro che intavolare un discorso sia la soluzione migliore.
    Poi continua: “E comunque, le maratone, quelle belle, dovrebbero farle a punta Manara…”
    Allora, facciamo due conti: il giro di Punta Manara sarà 5-6 km, se ci facciamo una maratona ci viene fuori un circuito che Mineo ci sballa perché può correre come un criceto per qualche ora.Ci esce una specie di Everesting, con circa 8000m D+, però magari se invitiamo i Kenioti riusciamo anche a fare il record del mondo.

    Terzo gradino del podio.
    Questo è un premio cumulativo, che verrà diviso tra i 785 automobilisti che questa mattina mi hanno detto che abitano in Via della Pergola e tra i 634 automobilisti che in via della Pergola ci lavorano. Grazie, grazie, grazie. Grazie mille per avermi fatto scoprire qualcosa che non conoscevo. Imparare cose nuove ti arricchisce. Questa mattina ho finalmente scoperto che Elon Musk ha aperto la sede principale di Tesla in Via della Pergola, dove peraltro abitano 15 milioni di abitanti con una densità abitativa che Hong Kong spostati!!! Non mancherò di inviare un CV.

    Manca il podio per un soffio (è stata una volata, ma quelli di Pergolatown vinto hanno grazie alla superiorità numerica).
    Regia, per favore, metti in sottofondo la colonna sonora della pubblicità dell'Amaro Montenegro.
    “L'antico cartone di latte andava portato in salvo…”
    Signore "attempato", su scooter, con un cartone di latte.
    Signore: “Devo andare a Riva, dal Bunker”
    Jack: “Guardi, per arrivare dal Bunker dovrebbe fare il giro largo dalla Fincantieri e poi arriva a Riva Ponente. Poi non sono sicuro che la facciano arrivare proprio dal bunker perché la corsa passa proprio di lì e, magari, la fanno posteggiare un po' prima, ma comunque dovrebbe farcela” Signore: “ Non ci penso nemmeno
    .Al Bunker finito hanno il latte e” - in quel momento viene ricoperto dall'armatura di Ironman e parte la musichetta dei supereroi - “io non li lascerò di certo senza latte”.
    (“Amaro Montenegro, sapore vero”)

    Anche questa ai piedi del podio:
    Signora "attempata": “Non se ne può più!”
    (Belin, avevamo bloccato la strada 5 minuti prima…)

    Signore "attempato".
    Jack: “Mi scusi signore, dove deve andare?”
    Signore: “A casa”
    Jack: “aaaaaaaaahhhhhhhhhh. Ora ho capito…”

    Premio sportività:
    Signore "attempato", su scooter.
    Jack: “Guardi è tutto chiuso, bla bla bla, deve girare di lì e poi andare di là bla bla bla” (solita tiritera insomma)
    Signore: “P***o D*o!”
    Jack: “Mi scusi, signore, ma non se la deve prendere”
    Signore: “No, me la prendo con me stesso perché sono un coglione e mi sono dimenticato che c'era la gara”

    Le priorità:
    Coppia:
    Lui: “Dobbiamo andare dalla Chiesa”
    Jack: “Guardate che, più avanti, vi fermano e dovete per forza girare verso Sestri”.
    Lui, in preda a visibile panico: “Si, ma noi DOBBIAMO andare in Chiesa”.
    (“Belin, ma se l'Altissimo ti ha messo nella condizione di non arrivarci, non ti viene il dubbio di stargli un po' sulle palle??? Magari non ti vuole…”) Lei: “Caro, magari da queste parti
    c 'è un'altra Chiesa”
    Jack: “Si, credo che esistano altre Chiese nei dintorni…”
    Lai: “ok caro, proviamo di qua…”
    Gentilissimi, per carità, però sono rimasto un po' di sasso…

    Signore "attempato" in scooter
    Signore: “io DEVO andare in Chiesa” e si infila senza fermarsi.
    (“Belin ma oggi in chiesa c'è un rave di modelle bielorusse nude? O regalano i diamanti? A furia di star qui, viene la vocazione pure a me…”) Schumacher: Signore un po' "atmpato", auto che odora di  frizione bruciata
    Gli faccio cenno di fermarsi. Frena, ma va lungo. Mi stira. No, non mi stira, ma c'è mancato poco.
    Gli spiego cosa deve fare.
    Ci penso.
    Non sono sicuro ho capito
    Glielo ripetuto.
    Viene un po' avanti. Quasi uccide un corridoio.
    Poi va un po' indietro
    Poi di nuovo avanti.
    Provo a rispiegarglielo.
    Di nuova puzza di frizione.
    Prende quasi il muretto.
    Si allontana.
    Tra me e me, con un po' di senso di colpa, penso: “mi sa che l'ho mandato a morire come gli Elefanti…”

    Signora:
    “Mi scusi l'autostrada è aperta?”
    (“no, guardi, abbiamo chiuso anche quella, ma ci facciamo correre solo quelli che vanno veramente forte…”)

    Il furbetto:
    Fermo una macchina, l'altro con abile manovra a sorpresa si infila. Gli urlo qualcosa ma non si ferma, anzi accelera. Guardo un fondo alla via. Marco lo manda a destra. Dio!

    Per fortuna, la maggior parte delle persone si è dimostrata più che gentile e ha capito che, con pochi minuti in più di auto, poteva sostanzialmente arrivare quasi ovunque. Qualcuno ha accettato di posteggiare l'auto e fare qualche decina di metri a piedi (che, poi, fa anche bene…). Qualcun altro ha riprogrammato l'uscita sapendo che la corsa sarebbe finita a minuti. Altri, gentilmente, mi hanno chiesto di aiutarli a uscire nell'altra direzione. Insomma, per una giornata di sport, con un po' di pazienza, si può fare tutto. Basta volerlo.
    Un applauso a tutti gli altri “sbandieratori” che, nelle altre postazioni, hanno avuto situazioni simili. Stiamo guadagnando le porte del paradiso  😊.

    Alè Atletica Levante

     

    Search