TOR 330

    TOR 330

    Report di Stefano Camarda

    Il mio TOR è finito troppo presto! 


    Dopo una lunga preparazione, partita ad inizio anno, interrotta a causa di una brutta caduta sulla neve, e finita ad agosto. La preparazione fatta di gare, lunghi in appennino e sulle alpi, mi ha portato sotto l'arco della partenza carico, concentrato e motivato, gli ingredienti c’erano tutti.
    Però il giorno prima di partire, al ritiro dei pettorali al palazzetto di Courmayeur, sento il naso che cola e quella sensazione che mi fa capire che siamo all'inizio di un bel raffreddore. Penso cosa vuoi che sia, dopo qualche chilometro all'aperto mi passa! Purtroppo non sarà così.
    La mia partenza è alle 10.00, nella prima onda, riesco a partire nelle prime file per arrivare al single track abbastanza davanti in modo da non rimanere bloccato. 
    Appena partiti comincia a piovigginare e poi a piovere abbastanza forte. Affronto il Col d'Arp con tranquillità, siamo solo all'inizio, mi rendo subito conto che qualcosa non va! Questa salita, che ho fatto altre volte, mi sembra più ripida e più lunga. Arrivo a La Thuile bagnato, ma trovo i miei 2 “Angeli Custodi”: Irina e Giulio che mi aspettano e mi caricano, entro in base vita: mi cambio, mangio ed esco velocemente; inutile perdere tempo. Si sale al 2° colle il Passo Alto, passando per il rifugio Deffeyes, passato il colle lunga discesa e dopo 3° colle: Col de la Crosatie. Discesa fino a Planaval e finalmente arrivo alla 1° base vita di Valgrisenche sotto una pioggia battente. Trovo sempre ad attendermi i miei compagni di viaggio e dopo una breve sosta, nella quale mangio, bevo e mi cambio riparto per il 3° colle: Col Fenêtre. Arrivo in cima in piena notte con forti raffiche di vento che porta con se pioggia mista a nevischio. La discesa del primo tratto e qualcosa di inimmaginabile, il sentiero taglia a zig e zag un pascolo quasi verticale! Da qui si scende molto velocemente Rhemes-Notre-Dame. Arrivato al ristoro di Rhemes cominciano a venirmi alcuni dubbi sul procedere o meno, perché sto faticando molto di più di quello che dovrei. Ho il respiro molto alto e le gambe non mi seguono. Dopo circa 1 ora, con il supporto morale dei miei “Angeli”, a stomaco pieno e con abiti asciutti decido di procedere perché se è una crisi passerà! Mi trovo così a salire l’Entrelor, dove arrivo poco dopo l’alba e lo trovo imbiancato da una sottile coltre di neve. Da qui discesa fino a Eaux Rousses, discesa molto patita e fatta lentamente, arrivato a fondo valle, decido che il mio viaggio sarebbe finito. 

    Alla fine ho fatto “solo” 78.26K con 7174D+ fatti incirca 25 ore di cui almeno 20 sotto l’acqua. Purtroppo quest’anno un bruttissimo  raffreddore mi ha portato al ritiro vanificando l’allenamento e la preparazione di mesi. Nessun rammarico non avrei potuto fare di più, la testa mi diceva di andare avanti ma il corpo si rifiutava. 
    Appuntamento rimandato le montagne sono sempre li e il TOR anche; ora periodo di detox con decisione di dedicarmi ad un anno di gare stradali e qualche trail “corto” per non perdere il vizio. 
    Un immenso grazie: alla mia famiglia che mi ha sostenuto durante la preparazione, ai miei “Angeli” Irina e Giulio che sono venuti con me per aiutarmi e sostenermi in questo viaggio e anche al mitico Alberto che nella settimana del TOR entra nel mood Tor ed è sempre pronto a darti un consiglio o una strategia da seguire (anche alle 4 del mattino!).

     

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