Trail notturno - Ramaceto

    Trail notturno - Ramaceto

    Report di  Giuseppe Sforza

    Partiti col buio, quando la costa comincia a spegnersi e il bosco si accende di rumori sottili, io e Artur abbiamo infilato le frontali e ci siamo lasciati alle spalle il mondo.


    Un trail notturno lungo, 34 km e 1800 m D+, vissuto a ritmo regolare e silenzioso, in piena sintonia con la notte e il sentiero.

    I sentieri che di giorno si conoscono, di notte appaiono ignoti, dopo una prima parte in progressione percorrendo un po’ di km e con il caldo che ci ha asciugato le borracce, ci siamo concessi una breve sosta ad Ventarola, abbeverati rifocillati e con qualche parola condivisa. Da lì, le gambe hanno ricominciato a salire, puntando dritte verso la dorsale. Il ritmo è diventato più essenziale, lo sguardo sempre più rivolto in alto, una luna splendente.

    L’arrivo sul Monte Ramaceto, nel cuore della notte, ci ha regalato uno dei momenti più belli dell’intero giro: uno di quei panorami che, anche se hai visto mille volte, riescono sempre a sorprenderti. La costa illuminata in basso, il cielo limpido sopra, il silenzio totale intorno. Solo noi, lì, a prenderci quel frammento di bellezza.

    Poi è toccato alla discesa tecnica dal verticale, da affrontare con attenzione e rispetto. Tratto tosto con le gambe stanche, ma anche divertente, immerso nel buio fitto e nella concentrazione assoluta.

    Siamo rientrati quasi al mattino, stanchi ma colmi. Di quel tipo di stanchezza buona, che nasce da qualcosa di vissuto fino in fondo.
    Perché la corsa in natura, soprattutto al buio, è uno spazio che si apre dentro e fuori di te: ti toglie certezze ma ti regala profondità.

    Grazie Artur per la presenza discreta, la condivisione piena la birra e il panino delle 5.
    Alla prossima cima, alla prossima notte.

    Ale' Atletica Levante

    AMICIZIA+CUORE+GAMBE

     

     

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