Report di Marco Nicolini
Sabato 17 Gennaio, ore 22:47…
Mangio 12 pandistelle.
Non innervosirti, caro lettore, questa questa informazione non è casuale: tornerà utile più avanti.
Domenica 18 gennaio, ore 5:15…
Mi sveglio, ma son troppo esagitato per ri-dormire.
Sto un po’ a letto, provo a rilassarmi vedendo un documentario sui procioni.
Ore 6:20…Mi alzo, e mi preparo alla volta di Santa Margherita.
Nella “palestra pre-gara”conosco il compagno di squadra Orlando, scopro che ha già gareggiato ieri, e che il suo obiettivo di oggi è correre intorno all’ora e 34.
Becco poi l’altro compagno Leonardo, e conosco anche Davide…i loro obiettivi sono correre intorno all’ora 26/ora e 24.
Ci riscaldiamo.
Cerco di evitare come la peste le salite, e al contempo non voglio correre troppo.
Io ho quest’idea: l’importanza del riscaldamento è inversamente proporzionale alla durata della gara.
puoi fare il Passatore senza scaldarti prima, ma se vuoi gareggiare nei 10 metri piani devi prendere ferie due giorni per fare un warm up come si deve.
Ore 8:45: SI PARTE.
Cerco di circumnavigare il ritmo dei 3’50”/km, ma son consapevole che il percorso non sia super veloce.
Durante la gara non sarò mai completamente isolato: direi utile per il morale.
Cerco di frenarmi in salita e lasciarmi piu andare in discesa.
Raggiungo Davide al 2° km, dice che è stanco, sembra affannato: secondo me tra un po’ si stacca.
Percorriamo due volte la passerella di Portofino: BELLISSIMA, dovrebbe proprio diventare una meta turististica.
Un po’ meno bello è lo strappetto che ne consegue: è un piccolo diavoletto che mette a prova le gambe.
16° km: comincia a venire il discomfort, subentra una piccola vocina che ti consiglia di fermarti…o quanto meno di rallentare.
Ah si…Davide…non si è ancora staccato.
Sembra sempre più stanco, ma il suo motore è solido.
18° km: finalmente io e Davide ci stacchiamo!
Cioè…nel senso…
Va beh: mi ha staccato lui.
Il fiato lo sento ancora buono, le gambe anche, ma avverto una sorta di limitatore che non mi fa fare un cambio di marcia.
20° km…cerco di dare quello che ho, il limitatore si fa un po’ da parte.
Ultimi 300m…vedo il traguardo in lontananza, Davide non è troppo distante.
Sento un signore urlare, con uno spiccato accento marchigiano, che c’è il ragù di unicorno al ristoro finale.
NON ME LO FACCIO RIPETERE 2 VOLTE.
Sfrutto il glicogeno muscolare del 12° pandistelle di ieri e…accelero.
Vedo Davide sempre più grande, per poco non investo una signora che attraversa scelleratamente la strada.
Sono lanciato, nessuno può mettersi tra me e il ragù di unicorno.
Affianco Davide, e lo supero giusto in tempo al fotofinish.
Chiudiamo la gara in circa 1 ora e 22’50” (secondo il Garmin: 3’53”/km per 21,33 km).
Leonardo chiuderà in 1h 26 bassa, e Orlando in 1h e 34 e mezzo: obiettivi centrati!
Poi arriva l’amara sorpresa: NIENTE RAGÙ D’UNICORNO.
Mi consolo con un po’ di focaccia, un po’ di mela…e una pizzetta al bar insieme a Leonardo e alla momentanea ciclista Silva Nunnari (in convalescenza da un fastidio all’ilio tibiale).
CONCLUSIONI
Boh, direi di essere pacatamente contento, anche se le endorfine del corridore sono un po’ fuorvianti.
È stata la mia prima mezza maratona (in gara): va bene cosi dai.
P.s Non ho scattato nessuna foto, lo siento…ma ne ho tante dentro la mia testa
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