Porto Antico di Genova, 24 Maggio 2026
Come accade ogni anno alla terza domenica di maggio, presso il Porto Antico di Genova va di scena il MINIMIGLIO BLU, tappa conclusiva del circuito UISP (Sport per Tutti) riservato alle categorie giovanili.
Si tratta di una manifestazione collaterale al MIGLIO BLU, gara podistica riservata alle categorie MASTER, e alla Festa dello Sport, che riempie le vie dell’intero isolato dei Magazzini del Cotone di colori, persone e stand sportivi tra i più disparati.
Le gare in programma per i nostri giovani atleti sono: 250mt per la categoria PRIMI PASSI (2019/20), 350mt per la categoria PULCINI (2017/18), 550mt per la categoria ESORDIENTI (2015/16), 800mt per la categoria RAGAZZI (2013/14).
Quella che vi racconterò quest’oggi, però, non sarà un’analisi ridanciana sui risultati ottenuti; non farò un resoconto sui podi conquistati, sui piazzamenti raggiunti o sui tempi cronometrici fatti registrare.
Quella che voglio raccontarvi oggi è una bellissima storia di AMICIZIA, CUORE e GAMBE… proprio come il nostro motto societario! Una storia i cui veri protagonisti sono dei giovani di appena otto e nove anni; ragazzi tendenzialmente esuberanti, competitivi, scalmanati e straordinari allo stesso tempo, che hanno imparato (e assimilato) la lezione più importante che noi Istruttori potessimo insegnare loro: l’importanza dell’essere uniti e la forza del gruppo per affrontare le difficoltà.
Ma andiamo con ordine.
Circa un mese e mezzo fa, durante un compleanno con amici, un nostro giovane atleta classe 2018 è rimasto vittima di un brutto incidente che gli ha provocato una serissima frattura scomposta al gomito.
Ne’ l’operazione (andata fortunatamente a buon fine), ne’ l’ingessatura, la degenza ospedaliera o l’iter riabilitativo (tutt’ora in corso) sembravano aver scalfito l’umore e la determinazione del nostro atleta… ma la realtà era un po’ diversa.
Alcuni giorni fa, proprio in virtù dell’ultima gara stagionale che si concluderà con un mega pranzo di squadra all’OLD WILD WEST (eravamo in 73 all’appuntamento poco DIET e ancor meno ETICO), ricevo una telefonata del papà. İl suo tono è grave, triste, irriconoscibile. È la voce di un genitore preoccupato, in difficoltà nel dover gestire il delicato momento che il proprio figlio, sta attraversando.
Mi inquadra brevemente la situazione: ”A causa della gravità dell’infortunio e della fragilità dell’articolazione, a Massi è stata vietata ogni attività sportiva per circa sei mesi”.
Ma non è tutto… Se fino a qualche settimana fa, nonostante il gesso, il ragazzo avesse mantenuto l’esuberanza e la voglia di fare, adesso non è più così: ”Massi non vuole nemmeno più venire al campo”, mi dice in tono arrendevole.
“Ha paura! È terrorizzato all’idea di fare qualsiasi cosa per timore di peggiorare le cose! (E anche noi genitori, lo siamo un po’)”.
Ma chi? Massi? L’incarnazione del “se stà cuscì nu ciöve”? Mi sale un nodo alla gola.
Concordiamo un piano.
Domenica mattina porteremo Massimo con noi fino alla griglia di partenza della gara, in modo che possa stare, almeno per qualche minuto, in gruppo con i compagni di squadra e tornare a respirare l’aria dell’amicizia e della condivisione di bei momenti, prima che gli atleti partano per la loro prova. “Allora siamo d’accordo! Faremo così.”
Chiudiamo la comunicazione telefonica e mi rendo conto di non essere ancora soddisfatto. Ci dev’essere qualcosa in più che possiamo fare!
Arriva il giovedì e ci ritroviamo con i nostri ragazzi al campo per il consueto allenamento. Prima della fine della seduta, chiamiamo tutti gli atleti a raccolta ed esponiamo loro, in breve, la delicata situazione che il loro compagno di squadra sta vivendo e il nuovo programma.
Non c’è bisogno di tante spiegazioni, ne’ di alcuna opera di convincimento. TUTTI i ragazzi accettano subito di buon grado e con tanto entusiasmo la proposta che facciamo. Alessandro Fuda detto “il Saggio”, allarga le braccia e sentenzia: ”Se un nostro compagno è in difficoltà, noi dobbiamo aiutarlo!”.
Non serve aggiungere altro!
Altra telefonata: ”Pronto Andre? Sono Chry. Volevo comunicarti che abbiamo deciso di iscrivere Massimo alla gara!”… Silenzio tombale all’altro capo.
“Abbiamo parlato con i ragazzi, e tutti si sono resi disponibili a “rinunciare a gareggiare”. Si sposteranno in coda al gruppo degli altri atleti e accompagneranno Massi fino al traguardo, lasciando che sia lui a tenere il passo che preferisce!”
Seguono altri brevi istanti di silenzio interrotti solo da un: ”Grazie…mi sto commuovendo!”
Arriviamo al giorno della gara e Massimo non sa ancora nulla. Qualche minuto prima della partenza, facciamo capannello attorno a lui e gli consegnamo il pettorale di gara, lasciandolo quasi senza parole: “Questa proprio non me l’aspettavo” dice, con la sua solita flemma, alzando sulla fronte gli occhiali da sole da Beach Boy.
Tutti gli atleti sono pronti. Allo START, il mucchio selvaggio parte agguerrito e imbufalito, come di consueto, al fine di coprire la distanza prevista nel minor tempo possibile ma questa volta, tra le maglie variopinte dei concorrenti manca il nostro “Blu Royal”.
È solo dopo che l’ultimo atleta ha oltrepassato la linea di partenza che anche “l’onda blu” si mette in movimento: Calistri Riccardo, Capello Davide, Fuda Alessandro e Pietronave Matteo “scortano” Massimo Caraffini un passo dopo l’altro fino all’arrivo. A questi, si aggiunge anche Amos Amadou (2019), la nostra Wild Card, che non pago della propria gara appena conclusa, si accoda in incognito, a suo rischio e pericolo con Sara UISP di sentinella, per sostenere l’amico.
In realtà, alla lista sopracitata mancherebbero ancora diversi nostri concorrenti: Cappiello Leonardo, Defranchi Ettore, Lercari Cesare, Solari Alberto e Solari Elia meritano comunque una menzione speciale, in quanto avrebbero partecipato entusiasticamente all’iniziativa se solo non fossero stati spostati in un’altra serie, essendo classe 2017.
Ragazzi e Ragazze. Siate fieri di voi stessi per quello che avete fatto e dimostrato quest’oggi.
Nello sport come nella vita, non dimenticate mai l’importanza della “componente umana” e dei rapporti sociali in tutto ciò che farete in futuro.
Noi Istruttori siamo orgogliosi di voi!!!
Ada, Christian, Giada, Rachele, Rita, Veronika
Alè Atletica Levante.
Mai come quest’oggi… AMICIZIA, CUORE e GAMBE
