Ultra Trail Valle de Tena

    Ultra Trail Valle de Tena

    PANTICOSA, 05/09/2026 - Ultra Trail Valle de Tena 82 km 6850m

    Questo è il terzo anno consecutivo che andiamo sui Pirenei durante le ferie. Mi sono innamorato di questi luoghi per la loro selvatichezza e per il grado di accessibilità alle numerose vette sopra i tremila metri adatto alle mie basse capacità alpinistiche.
    In particolare i pirenei aragonesi sono caratterizzati da immensi valloni scavati dai tanti corsi d'acqua che progressivamente ti accompagnano verso le infinite pietraie che caratterizzano la base delle aspre e nude catene montuose. 
    Proprio durante un'escursione lo scorso anno ai Picos de los Infiernos sono venuto a conoscenza di questa gara incrociando numerosi partecipanti lungo il percorso.
    I loro volti dopo neanche metà gara ne sconsigliavano decisamente l'iscrizione ma ovviamente come dice il mio omonimo Magrini "se non ci provi, non lo sai"...  e così è stato. 
    Il percorso prevede l'attraversamento di quattro collados (passi tra i 2400 e  2700 metri costituiti da canalini di roccia tra le creste da percorrere talvolta  arrampicando e con l'aiuto di corde fisse), l'ascesa al Garmo Negro (circa 1400 metri di dislivello in 5 km per raggiungerne la vetta a 3051m) e infine, una volta ritornati nella civiltà, la doppia sadica risalita sopra i 2000 metri. 
    Siamo partiti alle 5 del mattino; motivato e in buone condizioni, ma complice il caldo terribile, dopo 7 ore di gara durante la salita alla vetta mi stavo rendendo conto che il tutto tendeva ad oltrepassare le mie possibilità. Arrivato già stremato al rifugio di metà gara (situato al di sopra del primo di tre stupendi laghi di montagna, Ibones di Bachimana, Azul, Tebarray) la mia intenzione era quella di ritirarmi per evitare di farmi male o di trovarmi in seria difficoltà sperduto tra le rocce. L'aspetto mentale era reso ancora più complicato dal basso numero consentito di partecipanti tendente a ridursi ora dopo ora. Infatti per larghi tratti e per lunghe ore ti ritrovavi da solo nella prima tanto amata selvatichezza, un po' meno dopo aver caricato le gambe con 4000 metri di dislivello. 
    A questo punto il caloroso e puntuale sostegno di Federica è diventato decisivo. Mi ha aiutato a interpretare il percorso con la pazienza necessaria che richiedeva e senza tante parole ha smontato il lato più capriccioso del mio carattere. Mentre riflettevo sdraiato una buona mezz'ora ho ritrovato l'entusiasmo che alla partenza mi accompagnava in questo viaggio attraverso luoghi così unici. Gettare al vento l'occasione che avevo sarebbe stato veramente deludente e ingiusto. 
    Il collado de Los infiernos mi ha fatto ancora sputare sangue, ma da lì in poi il lento calar del sole  verso la notte mi ha paradossalmente rasserenato trasmettendomi la calma idonea a godermi il resto di questo viaggio. 
    Dopo 22 ore e 45 minuti sono giunto da dove ero partito... qualche ora in più di quelle che avevo immaginato, ma con una consapevolezza molto maggiore di qualsiasi altra circostanza in cui ho pensato di essere ripagato dalla "performance" .
     Pensare di trasformare la natura a nostro uso e consumo è l'errore più grosso che sta compiendo l'umanità. Anche il significato di un evento che puo sembrare fine a ste stesso come una gara di Ultra Trail passa attraverso l'attenzione che si dedica a ciò che è intorno e che ti sta ospitando rispetto a ciò che egoisticamente si vorrebbe ottenere.  Grazie e alla prossima!

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