Report di Matteo Maggi

    Ciao,
    voglio raccontarvi il mio Tot Dret non solo come gara, ma come
    esperienza che ho vissuto insieme a voi, anche quando ero
    solo sul sentiero.
    Il sabato prima della partenza mi ero fatto male. Un fastidio al
    tendine femorale che mi lasciava tanti dubbi. Nei giorni
    successivi ho cercato di tamponare come potevo, ma quando
    siamo partiti per Gressoney l’ansia è salita forte. Eppure già in
    quel momento, nel viaggio insieme, c’era qualcosa che mi
    teneva. La compagnia, le chiacchiere, la consapevolezza di non
    essere solo in quella avventura. Man mano che si avvicinava la
    gara il malessere fisico è sparito, ma è rimasto un nodo di
    emozione in gola.
    In gara il problema alla gamba si è fatto sentire subito. Già
    all’attacco del Pinter temevo di dover abbandonare. Ho corso
    con passo corto, baricentro basso, preoccupato. Poi, piano
    piano, quel fastidio ha iniziato a sciogliersi. Sul tratto Barmasse-
    Magia ho corso quasi leggero, scalando posizioni, e per la
    prima volta ho sentito che forse ce l’avrei fatta. In
    Valtournanche Irina e Caporex mi hanno aiutato in modo
    prezioso: una sosta rapida, una minestra, e via. Piccoli gesti
    che in quei momenti valgono oro.
    Fino al Cuney e oltre ho corso bene, in anticipo sui miei tempi
    di cinque anni prima. Poi è arrivato il momento più duro. Dalla
    Champillion in poi le gambe hanno iniziato a non rispondere. A
    Bosses ero ancora diciassettesimo e secondo di categoria, ma
    da lì in avanti è stato un altro mondo. Sonno, cadute, vista
    offuscata, angoscia. Mi sono fermato a dormire cinque minuti su
    un tratto pietroso, poi altri quindici al Frassati. L’arrampicata al
    Malatrà e la discesa verso Courmayeur sono state un supplizio.
    Ogni passo un’impresa. Sono sceso in un’ora e venti quello che
    di solito si fa in quaranta minuti. All’arrivo ventottesimo.
    A mente calda ero arrabbiato con me stesso. Volevo chiudere
    sotto le trenta ore e non ci sono riuscito. A mente fredda, però,
    sono pieno di gratitudine. Considerando come sono partito, a
    Gressoney ci avrei messo la firma a portare a casa la gara. E
    l’ho portata a casa grazie a quella strategia che ormai conosco
    bene: «di riffa o di raffa» si arriva. È lì che la pelle diventa più
    spessa. Ma soprattutto è lì che ho sentito, ancora una volta,
    quanto conti avere un gruppo dietro.
    Ho visto i vostri arrivi. Emozionanti, commoventi. Grandissimi.
    Quei momenti mi hanno colpito più di qualsiasi classifica. Il
    viaggio insieme, la giornata di attesa, il sostegno sul percorso,
    le telefonate, i messaggi… tutto questo ha reso la gara più
    bella. Non è solo una questione di chilometri e dislivello. È il
    sapere di condividere una passione con persone speciali, di far
    parte di qualcosa che va oltre il risultato individuale.
    Sono contento. Con un po’ di amaro in bocca per gli ultimi
    trenta chilometri, ma contento. Perché alla fine ciò che resta
    non è solo il tempo o la posizione. Resta il senso di
    appartenenza, la sensazione di non essere mai davvero soli,
    anche quando si cammina ad occhi chiusi nel cuore della notte.
    Grazie di tutto. Davvero.


    Report di Davide Sturlese

    È difficile raccontare 42 ore di gara senza dimenticare qualcosa per strada. Anche perché, a meno di due giorni dall’arrivo, la lucidità non è ancora esattamente quella di un notaio 😅.

    Siamo saliti in Valle qualche giorno prima, io e Luca, mio compagno abituale di allenamenti. Sistemati i mezzi nei pressi del centro TOR, ci siamo concessi un paio di giorni di relax e preparativi.

    Come mio solito avrei voluto avere più chilometri, più dislivello, più tutto. In pratica, per sentirmi davvero tranquillo, avrei probabilmente dovuto allenarmi direttamente sull’Everest.

    Il pomeriggio della partenza è quello dei rituali: pettorale, sacca per Oyace, foto, controlli, zaino.

    E poi c’è la cena.

    Diversi compagni di squadra mi avevano fatto notare che forse tre salsicce, un bel piatto di pasta al pomodoro, formaggio, pane e patatine non rappresentavano esattamente il manuale perfetto del pasto pre-ultra.

    Io: “Ma che ne sapete voi?”

    Avranno avuto ragione loro?
    Mah!? 😅

    Alle 21 si parte da Gressoney.

    E lì arriva subito la seconda scelta discutibile della serata: partire troppo forte.

    Avevamo parlato mille volte di gestione, frequenze basse e ritmo controllato. Talmente chiaro che sul Pinter mi ritrovo spesso a 145-150 battiti, continuando a ripetermi: “Davide, dove stai andando?”.

    In allenamento da Gressoney al Pinter avevo impiegato circa 3 ore. In gara: 2h05’.

    Diciamo che il concetto di “partenza prudente” l’avevo interpretato in modo creativo.

    Scendendo verso Champoluc riesco finalmente a rimettere ordine e da lì entro un po’ più nella mia gara.

    A Valtournenche riparto intorno alle 5:15 del mattino, con oltre due ore di margine sul cancello delle 8.

    E lì penso:
    “Va bene, forse non ho già rovinato tutto.”

    Che, per il mio standard mentale, equivale a un’ondata di ottimismo.

    Verso Oyace la fatica cresce e lo stomaco comincia a chiudersi.

    Arrivo con circa un’ora di margine sul cancello delle 19:30. Giuse Caporex insiste perché provi almeno un po’ di pasta al sugo. Io ci provo. Lo stomaco risponde con una minaccia abbastanza chiara di vomito.

    Cambio maglia, ricarico lo zaino e riparto.

    Verso Bruson Arp e Col Brison arriva uno dei momenti mentalmente più difficili. Comincio a fare calcoli sbagliati e mi convinco di avere quasi bruciato tutto il margine.

    In pratica, dopo una trentina di ore sveglio, la matematica decide di prendersi una pausa prima di me.

    La salita è dura, la discesa verso Ollomont ancora peggio, ma nei tratti corribili mi accorgo che riesco ancora a correre.

    E lì arriva la prima vera sorpresa positiva:

    sono stanco, ma il serbatoio non è vuoto.

    Arrivo a Ollomont intorno alle 22:30, con circa un’ora e mezza di margine sul cancello di mezzanotte.

    Gli amici mi accolgono con un boato e mi dicono che Stefano, Edoardo e Giuseppe sono ancora lì davanti e stanno per ripartire.

    Miracolosamente torna anche l’appetito: pasta al sugo, stavolta senza minacce di rivolta.

    Riparto con Francesca verso Champillon.

    La seconda notte comincia a presentare il conto: stanchezza, sonno, qualche goccia di pioggia e anche le prime allucinazioni.

    Le pietre diventano animali domestici che mi guardano tranquilli, quasi aspettassero il loro padrone. I cespugli invece diventano persone che conversano serenamente a quasi 3000 metri, come se fossero al bar.

    Per qualche secondo sembrano assolutamente reali.
    Un altro piccolo regalo del TOR 

    La discesa dal Col Champillon verso Saint-Rhémy mi devasta abbastanza le gambe.

    Arriviamo a Saint-Rhémy-en-Bosses verso le 6:30,ormai vicini al cancello delle 7.

    E qui arriva il problema serio.

    Dopo il ristoro mi alzo e il quadricipite sinistro decide che, per quanto lo riguarda, la gara può anche finire lì.

    Zoppico, faccio fatica a piegare la gamba e ricomincia il mio solito cinema mentale.

    Dieci ore sembravano tante, ma con quel passo mi sembravano improvvisamente pochissime.

    Continuo comunque verso Frassati e Malatrà.

    Arrivato al Col Malatrà, intorno a mezzogiorno, chiedo ai volontari quanto può volerci per arrivare a Courmayeur.

    Risposta:
    “Con una buona gamba tre ore. Se sei zoppo, quattro.”

    Faccio il conto.
    Dodici più quattro fa sedici.
    Cancello alle diciassette.

    Per una volta, la matematica torna dalla mia parte.

    Mi dico:
    “Non posso avere fatto tutta questa strada per mollare adesso.”

    E comincio a correre ogni volta che il terreno lo permette.

    Dal Malatrà verso Bonatti e poi lungo la balconata succede forse la cosa che più mi resterà di tutta la gara.

    Dopo quasi due giorni, oltre cento chilometri e un quadricipite malconcio, mi accorgo che c’è ancora benzina.

    Non tanta.
    Non bella.
    Non elegante.

    Ma c’è.

    Poco prima del ristoro del Mont de la Saxe incontro Arthur, amico e compagno di squadra, che era venuto incontro sul percorso.

    È lui a darmi un’altra bella notizia:

    “Sono pochi minuti davanti a te.”

    Poco dopo raggiungo i miei compagni di squadra.

    Da lì ci ricompattiamo e affrontiamo insieme gli ultimi chilometri fino a Courmayeur.

    Dopo più di quaranta ore passate spesso ognuno dentro la propria gara, finire insieme dà all’arrivo un bel sapore!

    Alla fine Garmin registrerà:

    143,93 km registrati dal Garmin
    circa 138 km reali secondo chi conosce bene il tracciato
    10.244 m D+
    42h43’13’’ di gara
    circa 65 ore senza dormire


    Al di là dei numeri, quello che mi porto a casa è soprattutto questo:

    scoprire che il limite mentale arriva prima di quello fisico.

    Finisher.
    Molto stanco.
    Molto contento.

    E a questo punto non posso nemmeno escludere che le tre salsicce, la cena “da turista” e i consigli di Caporex siano stati in realtà il mio vero piano nutrizionale vincente. ✌️


    Report di Andrea Carioti

    Ore 21 di martedì 15.
    L'intento è quello di partire piano,cosciente della mia condizione e del fatto di essermi allenato da solo rubando qua e là nei “condivisi”consigli ed esperienze.
    Ma l’onda mi trascina in avanti verso la prima salita e perdo tutti di vista.
    Mi spaventano le discese, troppo tecniche per me, le affronto piano stressando fuori misura le gambe che poi chiederanno il conto.
    La notte scivola veloce, e sul percorso, nel buio,la voce amica di Irina mi incita e mi dà forza, nonostante cominci ad avere problemi di stomaco……
    Proseguo…non rispondo a nessun messaggio che arriva, solo a mia moglie do un cenno di sopravvivenza.
    Ogni salita mi sembra più lunga degli anni passati. Il Malatra' sembra non finire mai ma quando passi il colle l'aria è diversa e si sente il profumo del finale.
    Ma non ho fatto i conti col mio tibiale.
    A questo punto comincia la mia agonia.
    Ogni passo un calvario. I bastoni diventano le mie stampelle….dal punto di vista della gara perdo un sacco di posizioni ma….è il mio viaggio, mi importa arrivare e dare giustizia alle ore passate ad allenarmi.
    Entro a Courmayeur zoppicando, Luca Toso mi scorta come un eroe.
    All’arrivo poca gente….Rugari e Maggi esultano, un bambino mi chiede il ‘5’....
    Sono arrivato, stordito ma tutti mi sorridono.Chiamo subito mia moglie e piango anche un pochino che non fa mai male.Grazie a chi mi ha seguito da casa!

    Report di Giuseppe Sforza

    L’anno scorso, dopo aver abbandonato il TOT DRET poco più che a metà, avevo scritto poche righe. Avevo dato la colpa alla mia vita frenetica, al lavoro, al poco tempo per allenarmi, dicendo che avrei rimandato il tentativo a quando qualcosa sarebbe cambiato.

    Ebbene, non è cambiato nulla.

    La vita è diventata ancora più frenetica e il lavoro mi lascia sempre meno spazio, soprattutto per preparare una gara così. Sarebbe irrispettoso dire che ho partecipato senza allenarmi, ma posso dire, senza dubbio, che non sono riuscito ad allenarmi come avrei dovuto.

    Poi arriva settembre e, a quel punto, devi scegliere: stare in griglia o stare sul divano.

    Per uno che non sa stare fermo, la scelta è stata facile.

    Si parte.

    E non è soltanto il conto alla rovescia a far salire l’emozione. È sapere cosa stai lasciando e, soprattutto, quello che troverai nelle lunghe notti.

    Lasci la confusione e, passo dopo passo, inizi a ritrovare te stesso.

    Ritrovi l’assistenza calda dei tuoi compagni, che saltano da una parte all’altra del percorso — tanto loro sono veloci — e ti aiutano a ripartire sempre un po’ prima di quanto avresti voluto.

    Segui un compagno, lo perdi e, quando meno te lo aspetti, lo ritrovi.

    Cala la sera. Accendi la frontale e sai già che albeggerà e che, più avanti, dovrai accenderla di nuovo.

    Questa è la vera magia.

    Incontri montagne che conosci bene, ma che non sai con quale luce le vedrai questa volta. Incontri anche qualche folletto — pochi, a dire il vero — e il viaggio continua.

    Incontri persone che, per qualche ora, ti raccontano la loro storia. Magari non ricorderai nemmeno il loro volto, perché la luce delle frontali acceca te e lui, ma ricorderai quelle parole.

    E poi ritrovi — o forse ti aspetti semplicemente di ritrovare — i volti dei tuoi compagni ai ristori. Quei visi che ti rassicurano e ti fanno capire che non sei solo.

    Poi ti fermi.

    Una minestra calda. Chiudi gli occhi per quattro minuti.

    Apri il cambio e trovi i bigliettini che ti hanno lasciato le tue figlie.

    E in quel momento capisci una cosa semplice.

    Sei in pace con il mondo. E soprattutto con te stesso.

    Sei felice.

    Fai fatica, tanta. Ma sei felice.

    Non vorresti altro.

    E, per un attimo, vorresti soltanto che quelle notti non finissero mai.

    Il TOT DRET non è stato soltanto arrivare al traguardo. È stato scoprire che, anche quando la vita non cambia e il tempo non basta mai, dentro di noi può esserci ancora qualcosa che ci spinge a partire.

    Questa volta sono arrivato fino in fondo.

    Con la testa, con il cuore e con le gambe.

    Grazie TOT DRET.
    E grazie a tutti quelli che, in qualche modo, hanno corso questa notte insieme a me.

    TCS Sydney Marathon - 30/08/2026

    E’ passata già una settimana da quando ho attraversato la finish line più lontana della mia vita. 
    Quando ho iniziato a correre 12 anni fa non avrei mai pensato che un giorno avrei corso una maratona letteralmente dall’altra parte del mondo e invece… ancora una volta sono qui a ringraziare per la fortuna che ho a poter viaggiare, correre e godere di esperienze indimenticabili come quella della Sydney Marathon.
    Chi mi conosce sa che sono un’amante dei grandi eventi, non sono veloce , e inseguo da un po’ le Six Stars del circuito Abbott World Marathon Majors (NY, Chicago , Londra , Berlino , Tokyo e Boston) , a cui negli ultimi 2 anni hanno aggiunto Sydney e Cape Town. 
    Quindi non essendo riuscita ad entrare a Boston neanche quest’anno e avendo già fatto le altre 5 originali, ho deciso di partecipare al sorteggio per Sydney, con l’idea di fare, se fossi stata estratta , un bel viaggio di famiglia da finire con la maratona.
    I giri della vita purtroppo sono tanti e imprevedibili, e il viaggio di famiglia non si è potuto fare. 
    Così decido di andare sola, e solo per una settimana ,perché l’occasione di avere un pettorale per una major non si può perdere. E’ qui che la storia si allinea benissimo con la prima parola del nostro motto: AMICIZIA. Alice, amica di sempre e compagna di tanti viaggi di corsa, mi dice “Figurati se vai da sola, vengo io con te!” , nonostante fosse per lei un periodo non facile. 
    Inizia così il nostro viaggio nell’emisfero sud.
    Partiamo una settimana prima perché il viaggio è lunghissimo e il fuso già in passato mi aveva fatto brutti scherzi.
    Facciamo le turiste per Sydney, godiamo dei suoi landmarks più iconici , l’Opera House, The Rocks, l’Harbour Bridge, Bondi Beach, Manly, le Blue Mountains, ma anche del mood rilassato che hanno gli australiani , del clima perfetto e soprattutto dell’atmosfera pre maratona che si respira ovunque .
    Gente che corre dappertutto, cartelloni , murales , tutto parla di corsa e della maratona che la domenica correremo in 40,000.
    Come sempre mi commuovo per tutto questo, mi dà un’emozione che nessun Garmin, nessun tempo mi potrà mai dare.
    La mattina della gara lascio casa all’alba per andare alla partenza, in North Sydney. Cielo terso e alba da urlo. Sono agitata perché da un mese ho il muscolo piriforme infiammato , e ho fatto mezza preparazione con dolore. Ripenso ai suggetimenti della mia coach “passetti corti, uno dopo l’altro, piano piano per gestire il fastidio”. Mi fido e parto proprio così, un passetto corto dopo l’altro attraverso il ponte dove si sentono solo i passi dei runner ed è davvero mozzafiato. 
    Il percorso si snoda per i primi 15 km tra porto, grattacieli e continui saliscendi un po stile San Francisvo, per poi continuare con un lungo rettilineo da percorrere avanti e indietro nei quartieri LGBTQ e più alternativi della città . Confesso che questa parte è stata mentalmente molto dura , ma vedere alice che urlava il mio nome 2 volte mi ha dato la motivazione per continuare con i miei passettini costanti. 
    Un anello di 5 km nel Centennial Park e un altro mei Royal Botanic gardens a bordo del mare mi portano all’ultimo chilometro, finalmente in discesa e con l’opera House e un mare di gente ad aspettarmi. 
    Una finish Line eccezionale, e la maratona n.12, la major n. 6 l’ho portata a casa, credendo nelle mie GAMBE e lasciando che il mio CUORE si riempisse ancora una volta di tante emozioni.
    Avevo scritto sulla maglietta “Trust your Journey, the best is yet to come”  e ora sono ancora più convinta che sia vero: bisogna sempre fidarsi del proprio percorso senza aver paura , il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore sanno! E poi, il meglio , come sempre, ci aspetta sul traguardo. 
    Amicizia Cuore e Gambe, Ale atletica levante anche in Australia! 🇦🇺

    PANTICOSA, 05/09/2026 - Ultra Trail Valle de Tena 82 km 6850m

    Questo è il terzo anno consecutivo che andiamo sui Pirenei durante le ferie. Mi sono innamorato di questi luoghi per la loro selvatichezza e per il grado di accessibilità alle numerose vette sopra i tremila metri adatto alle mie basse capacità alpinistiche.
    In particolare i pirenei aragonesi sono caratterizzati da immensi valloni scavati dai tanti corsi d'acqua che progressivamente ti accompagnano verso le infinite pietraie che caratterizzano la base delle aspre e nude catene montuose. 
    Proprio durante un'escursione lo scorso anno ai Picos de los Infiernos sono venuto a conoscenza di questa gara incrociando numerosi partecipanti lungo il percorso.
    I loro volti dopo neanche metà gara ne sconsigliavano decisamente l'iscrizione ma ovviamente come dice il mio omonimo Magrini "se non ci provi, non lo sai"...  e così è stato. 
    Il percorso prevede l'attraversamento di quattro collados (passi tra i 2400 e  2700 metri costituiti da canalini di roccia tra le creste da percorrere talvolta  arrampicando e con l'aiuto di corde fisse), l'ascesa al Garmo Negro (circa 1400 metri di dislivello in 5 km per raggiungerne la vetta a 3051m) e infine, una volta ritornati nella civiltà, la doppia sadica risalita sopra i 2000 metri. 
    Siamo partiti alle 5 del mattino; motivato e in buone condizioni, ma complice il caldo terribile, dopo 7 ore di gara durante la salita alla vetta mi stavo rendendo conto che il tutto tendeva ad oltrepassare le mie possibilità. Arrivato già stremato al rifugio di metà gara (situato al di sopra del primo di tre stupendi laghi di montagna, Ibones di Bachimana, Azul, Tebarray) la mia intenzione era quella di ritirarmi per evitare di farmi male o di trovarmi in seria difficoltà sperduto tra le rocce. L'aspetto mentale era reso ancora più complicato dal basso numero consentito di partecipanti tendente a ridursi ora dopo ora. Infatti per larghi tratti e per lunghe ore ti ritrovavi da solo nella prima tanto amata selvatichezza, un po' meno dopo aver caricato le gambe con 4000 metri di dislivello. 
    A questo punto il caloroso e puntuale sostegno di Federica è diventato decisivo. Mi ha aiutato a interpretare il percorso con la pazienza necessaria che richiedeva e senza tante parole ha smontato il lato più capriccioso del mio carattere. Mentre riflettevo sdraiato una buona mezz'ora ho ritrovato l'entusiasmo che alla partenza mi accompagnava in questo viaggio attraverso luoghi così unici. Gettare al vento l'occasione che avevo sarebbe stato veramente deludente e ingiusto. 
    Il collado de Los infiernos mi ha fatto ancora sputare sangue, ma da lì in poi il lento calar del sole  verso la notte mi ha paradossalmente rasserenato trasmettendomi la calma idonea a godermi il resto di questo viaggio. 
    Dopo 22 ore e 45 minuti sono giunto da dove ero partito... qualche ora in più di quelle che avevo immaginato, ma con una consapevolezza molto maggiore di qualsiasi altra circostanza in cui ho pensato di essere ripagato dalla "performance" .
     Pensare di trasformare la natura a nostro uso e consumo è l'errore più grosso che sta compiendo l'umanità. Anche il significato di un evento che puo sembrare fine a ste stesso come una gara di Ultra Trail passa attraverso l'attenzione che si dedica a ciò che è intorno e che ti sta ospitando rispetto a ciò che egoisticamente si vorrebbe ottenere.  Grazie e alla prossima!

    🗓️ 30/07/2026 – Stranotturna Fivizzanese (7km 120d+)

    Grandissimi complimenti ai nostri tre portacolori Davide Castelvecchio, Orlando Lombardo e Virginia Brugarino per le ottime prove portate a termine con grandi risultati!
    Risultati: https://www.endu.net/it/events/stranotturna-del-vino/results?eventId=101455&raceId=61935&categoryId=0&optionId=635301&searchText=atletica+levan

    🗓️ 31/07/2026 – La Velocissima (5 km su strada)

    Splendida prestazione per la nostra Ingrid Fontiova, che si laurea Campionessa Ligure SF35 al Campionato Regionale Master 5 km su strada! 🏆🥇
    Risultati: https://podismo.ficr.it/#/POD/wiclax/La%20velocissima/2026/54/23/17

    🗓️ 01/08/2026 – Pila Ultra Trail (50 km - 3500m D+)

    Impresa d'altri tempi per Enrico De Ferrari che  conclude una gara durissima al 9° posto assoluto e conquista un fantastico 3° posto di categoria, fermando il cronometro sul tempo totale di 07:00:38! ⛰️👏
    Risultati: https://www.wedosport.net/pila-ultra-trail-2026/classifica

    🗓️ 01/08/2026 – Campionati Italiani Individuali e di Società Vertical (Malonno - BS) 3km 1000d+

    Nel gotha della corsa in montagna, piazzamento di grandissimo rilievo per il nostro Leonardo Martini ai Campionati Italiani di Chilometro Verticale! Una prova di grande carattere su un percorso mitico. 💪
    Risultati: https://www.fidal.it/risultati/2026/COD14486/Risultati/RisGE012.html

    Complimenti a tutti i nostri atleti che continuano a portare in alto il nome dell'Atletica Levante!

    🗓️ 01/08/2026 – Campionato Regionale di Scivoli d'acqua "open" (Ceriale - SV) 10km più che meno, 2000d-

    Meritatissima trasferta di svago quella organizzata da Atletica Levante per i nostri ragazzi del settore giovanile (e aperta anche ad amici e genitori), a conclusione di un anno di fatiche, stress scolastici, allenamenti e gare nelle più disparate condizioni atmosferiche e climatiche.
    I 44 partecipanti, appartenenti a tutte le categorie conosciute tra cui la prestigiosissima "Matusa", si sono egregiamente distinti nella durissima Endurance di 8 ore al Parco Acquatico "Le Caravelle", celebre per l'ingente "Dislivello negativo" da affrontare. 
    Prestazioni di assoluto livello e risultati straordinari per tutti gli "atleti" (in particolar modo quelli "non tesserati"), che si sono cimentati con grandissimo entusiasmo nelle varie discipline dello speciale Tetrathlon savonese composto da: spericolati scivoli Vertical, sinuose discese con ciambelloni, agguerriti set di beach volley e relax.
    Perchè Atletica Levante è sport a tutti i livelli... Gare, prestazioni, sudore e fatica ma è anche (e soprattutto) questo: spirito di gruppo, voglia di divertirsi e stare assieme.
    Alè Atltetica Levante. Amicizia, cuore, gambe e... costumi da bagno.


    Dal caldo torrido delle alture genovesi ai sentieri delle Alpi, fino ai cieli delle Canarie: un altro fine settimana pazzesco per i nostri colori! 
    Ecco com'è andata la vostra incredibile spedizione gara per gara 👇
     
    📍 VENERDÌ 24 LUGLIO
    *⛰️ 4ª Dal Mare al Moro (Genova) | Vertical: 1,6 km – 440 m D+*
    Nemmeno i 40 gradi all’ombra fermano la carica dei nostri atleti: in ben 8 si sono presentati ai nastri di partenza di questo tostissimo vertical! 🥵🔥
    • 👑 Alessio Gatti parte e domina letteralmente la gara: in perfetto clima Tour de France, si incorona "Re Sole" e conquista una splendida 1ª posizione assoluta! 🥇
    • 🥉 Matteo Sasso spinge forte e completa un grandissimo podio maschile al 3° posto assoluto!
    • 👏 Leonardo Martini e Marco Macchi agguantano entrambi un eccellente 3° posto di categoria!
    • 🏃‍♂️ Stefano Farina, con la voglia di riscattare l'ultima volata, si regala un'ottima prestazione precedendo di poco la nostra Laura Del Bene, fantastica 2ª donna assoluta! 🥈🏃‍♀️
    • 🥉 A chiudere la spedizione arrivano Orlando Lombardo e la bravissima Ingrid Fontiova, che si regala un bellissimo 3° posto di categoria!
    🔗 Risultati completi Genova: https://drive.google.com/file/d/1F9eOhlovjCJdm0zFAye1TQYXTxq63PBX/view
     
     
    📍 SABATO 25 LUGLIO
    *🏔️ La Thuile Trail – 70 km (4000 m D+ | Valle d’Aosta)*
    C’è chi nel weekend sceglie il mare in totale relax e chi, come noi, preferisce faticare, sputare sudore e regalarsi "appena" 70 km e 4000 metri di dislivello tra le montagne della Val d’Aosta! 🏔️🏃‍♂️💨
    • 😁 Giuseppe Sforza, "il più bello di San Pietro di Rovereto", si regala una prova maiuscola: chiude in 11h 41' 04", tagliando il traguardo in 41ª posizione assoluta con il suo immancabile sorriso! 
    • 👏 Eroica Francesca Capelloni, che porta a termine questa gara durissima fermando il cronometro sulle 14h 38' 26"!
    • 🚗💤 Immensa prova anche per Luca Toso, che pur di sentirsi ancora un ragazzino (complice Davide Sturlese) si è persino concesso una notte in macchina prima di chiudere in 14h 50' 44"! 
    *⛰️ La Thuile Trail – 25 km (1500 m D+ | Valle d’Aosta)*
    Restiamo in Valle d’Aosta, ma accorciamo (si fa per dire!) le distanze! ⛰️🏃‍♂️
    Andatevi assolutamente a cercare la foto di Edo B. "con e senza capelli" a distanza di anni dal suo primo trail con Simo P.! Loro ci provano per davvero a fare i ragazzini... e a giudicare dai risultati ci riescono benissimo! 😎👨‍🦲✨
    • 💥 Simone Parma spinge forte anzi fortissimo dall'inizio alla fine e si piazza in una fantastica 14ª posizione assoluta in 03h 08' 57"!
    • 🙌 Edoardo Bonici sfoggia la sua nuova "aerodinamica no capelli" e chiude con un grande tempo di 03h 52' 15"!
    • 🔥 Riccardo Lupano (alla seconda: ci tocca averne due belin) completa l'opera sfoderando una grandissima prestazione e tagliando il traguardo in 04h 03' 50"!
    🔗 Risultati completi La Thuile (25 km e 70 km): https://www.wedosport.net/la-thuile-trail-memorial-edo-camardella-2026/classifica
     
     
    *✈️🌴 XVI Aguas de Teror Trail (22 km – 1200 m D+ | Gran Canaria)*
    Dalle Alpi alle Canarie! ✈️🌴
    Il nostro pilota di linea Matteo Patrone aveva giusto un paio d'ore di pausa caffè e cosa fa? Decide di decollare letteralmente sui sentieri di Gran Canaria! In appena 2h 12' liquida la pratica "volando" sulle montagne dell'isola e conquista un'incredibile 8ª posizione assoluta, risultando anche il 1° italiano al traguardo! 🇮🇹⚡ Complimenti Matte... ora ci chiediamo solo cosa combinerai al prossimo break! 🔥🏆
    🔗 Risultati completi Gran Canaria: https://toptime.live/resultados/aguas-de-teror-trail-2026/
     
     
    📍 DOMENICA  26 LUGLIO
    *🏔️ Valle Stura SkyRace (Piemonte)*
    Grandissima trasferta di squadra sulle montagne piemontesi, dove i nostri ragazzi hanno fatto gruppo e regalato ottime prestazioni su un percorso tecnico e decisamente esigente! 🏔️🏃‍♂️💨
    Distanza 24 km (2150 m D+)
    • 🔥 Andrea Masera sfodera una grande prestazione e taglia il traguardo in 05h 31' 35"!
    • 💪 Sandro Bandini tiene duro su un tracciato durissimo e chiude la sua fatica in 06h 27' 08"!
    Distanza 20 km (1400 m D+)
    • 👏🏃‍♀️ Linda Bandini firma un’ottima prova e stampa un gran tempo fermando il cronometro sulle 04h 03' 37"!
    🔗 Risultati completi Valle Stura: https://www.wedosport.net/valle-stura-skyrace-2026/classifica
     
     
    ❤️ Complimenti a tutti i nostri atleti, finisher e sostenitori per aver portato ovunque il nostro spirito e i nostri colori! Alla prossima sfida!


    Un fine settimana denso di emozioni, medaglie, imprese epiche nei trail più duri d'Europa e successi in pista. Ecco com'è andata!

    🏆 CAMPIONATO EUROPEO U18 (16-18/07/2026 – Rieti)

    Il nostro Flavio Angelini ci ha letteralmente fatto sognare! Da casa abbiamo tifato tutti a gran voce, e sul campo la vicinanza si è sentita tutta: oltre alla presenza costante di Mauri e Luci, a Rieti sono arrivati tantissimi compagni del Mandela per sostenerlo da vicino. L’ennesima dimostrazione di quanto la forza del gruppo sia fondamentale per la crescita e la motivazione di ognuno di noi.
    I suoi straordinari risultati:
    Qualificazioni: 1'52"30
    Semifinale: 1'51"69 (a soli 6 centesimi dal personale!)
    Finale: 1'52"80
    👉 7° IN EUROPA! 🌍
     Flavio: da giovedì il tuo nome è a tutti gli effetti nella storia dell’atletica italiana! 👏🔥

    ⛰️ LES SENTIERS DES VALDÔTAINS (17/07/2026 – 120 km / 7.976m D+)

    Una gara epica e durissima, ma i nostri ragazzi ci hanno fatto emozionare dal primo all'ultimo chilometro!
    🏆 Diego Garibaldi firma un’impresa fantastica: con il suo 59° posto assoluto, regala alla squadra un grandioso podio di categoria! 
    🏃‍♂️ Matteo Maggi, in gara grazie alla preziosa motivazione di Devis, porta a termine questo viaggio tagliando il traguardo in 101ª posizione. Vedere la tua famiglia (con la piccola Ludo in prima linea!) ad aspettarti e tifare per te ai punti ristoro ci ha emozionato tantissimo: quando vi riunite, dimostrate sempre di essere una squadra fantastica! ❤️👨‍👩‍👧
    💪 Devis Cesetti ci prova con tutto se stesso, rimanendo in gara per oltre 13 ore con una grinta contagiosa. Hai dato a tutti una vera lezione di positività e determinazione. Chapeau!
    🔗 Risultati : https://live.utmb.world/it/mrwwbyutmb/2026/SDV120

    🏔️ SENTIERO DEL MONTE ROSA (17/07/2026 – 82 km / 6.019m D+)

    Un'altra prova straordinaria per i nostri atleti, tra dislivelli infiniti e tantissima passione!
    🔥 Diego Cabona apre la fila dei nostri e porta a termine una prova pazzesca, chiudendo la sua gara in 15:20:41. Grandissimo!
    👑 Permettetemi una parentesi: ho un debole per le donne di Atletica Levante, soprattutto per quelle capaci di trasmetterti una grinta e un’energia uniche ogni volta che le incontri. Una di queste è l’immensa Angela Rollando, che firma un grande ritorno in montagna! Da casa abbiamo fatto un tifo da stadio, e lei ci ha ripagati conquistando un fantastico podio di categoria e chiude la gara in 16:56:29! 🏆✨
    🌲 Chapeau anche per il grande Francesco Dazzi, che ci regala ancora una volta tutta la sua enorme passione per il trail running, tagliando il traguardo in 24:04:53. Determinazione pura!
    🐂 E infine un grande applauso al "Toro" Gianluca Gianelli, autore di una prova maiuscola: ben 60,6 km con 4.555m D+ macinati a grande ritmo! Un plauso speciale va anche al suo  "fan club rosa", Giovanna e Sonia, che non hanno smesso un attimo di sostenerlo! 📣💖
    🔗 Risultati: https://live.utmb.world/it/mrwwbyutmb/2026/MRT90

    🇨🇭 EIGER ULTRA TRAIL – GRINDELWALD (17/07/2026 – E101: 101 km / 6.319m D+)

    Quanti ragazzi di 25 anni conoscete con la maturità fisica e mentale per affrontare, gestire e dominare un’impresa pazzesca come questa? Io ne conosco solo uno: il nostro gigante, Alessandro Parodi. 🏔️⚡
    Ale ha portato a termine il suo viaggio chiudendo nell'incredibile tempo di 20:43:15. Non osiamo nemmeno immaginare la fierezza negli occhi di tuo papà, sempre presente al tuo fianco a sostenerti chilometro dopo chilometro.
    Un applauso, appunto, va anche a Michele Parodi, che sulla distanza dei 17 km (850m D+) si è prima divertito alla grande sul percorso, e subito dopo si è messo a macinare altri chilometri per seguire ogni passo del suo Ale. Esempio di passione, tenacia e famiglia. Grandissimi entrambi! 👏🇨🇭
    🔗 Risultati: https://live.utmb.world/it/eigerultratrail/2026/E101

    🏃‍♂️ A CROXE DE CURSA (18/07/2026 – 8 km – Crocefieschi, GE)

    Il nostro nuovo tesserato Diego Bregante si è buttato subito nella mischia, divertendosi e spingendo forte fino all'ultimo metro. Bravissimo Diego e benvenuto nel club! 🟡🔵👏
    🔗 Risultati:https://drive.google.com/file/d/1IJO-yGUDkqY2ICr8A3Eche5t05Z2dsTV/view

    🇪🇸 CAMPIONATI EUROPEI DI TRIATHLON MULTISPORT 2026 (19/07/2026 – Banyoles)

    Trasferta internazionale per la nostra Michi Morsini che regala a se stessa e a tutta la sua famiglia una gioia immensa: una splendida medaglia d'argento 🥈 conquistata in terra spagnola!
    Grandissima Michi: sei una garanzia e una certezza costante per tutti noi! 🇪🇸✨

    Montecarlo (Principato di Monaco), 10 Luglio 2026
    XXVII° Meeting International d’Athlétism 1000m

    Report di Christian Briasco e Niccolò Bruzzese

    “Torna qui da me.
      Tutto aspetta te.
      È un eterno sogno, Montecarlo!”

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